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Valentino Zeichen e la morte della sensibilità?

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Sensibilità, da qui partiva Valentino Zeichen, « poeta occasionale », per raccontare se stesso in un’intervista a Repubblica del 2014 e da qui vorrei partire per ricordare, a distanza di qualche settimana dalla sua scomparsa, lo scrittore e l’uomo che ha fatto della difesa di questo modo di percepire la realtà, lontano dal cappotto di disponibilità, educazione e solidarietà con cui sarebbe bene coprire le nostre vergogne emotive, la sua personale battaglia. Siamo già molto lontani dal clamore e dalle dichiarazioni che si sono accese per la sua malattia prima e per la sua morte poi, clamore che si è consumato come una miccia di una bomba silenziosa che esplode assorbendo le parole che andavano spese per il poeta scomparso e che pure molti avevano smarrito con facilità quando l’uomo era ancora vivo.  Quanto materiale per il poeta che aveva fatto dell’ascolto una forma d’arte, facendo sua una delle regole più importanti di uno scrittore: ascoltare, ascoltare sempre, poiché i...

La prossima Anna Karenina. Viaggio nella narrativa russa contemporanea.

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Avete mai provato a passeggiare per le strade di San Pietroburgo in una notte che stenta ad arrivare , rileggendo la descrizione che Dostoevskij dà della città in Le notti bianche ?   C’è una mia vecchia amica che lo faceva regolarmente. Si piazzava sulla Prospettiva Nevskij , proprio in questo periodo dell’anno, quando la sera è ancora giorno (fra fine maggio e i primi di luglio si possono superare le 18 ore di luce in un giorno a San Pietroburgo) e iniziava a leggere e a camminare . Avanti e indietro. Forse, come la protagonista femminile del romanzo, Nasten'ka, in attesa di un suo antico amore che prima o poi le sarebbe apparso, dandole un’altra opportunità. Se qualcuno se lo stesse domandando, no, il suo antico amore non è arrivato, però la mia amica ha rimediato numerosi spintoni dai passanti, una corposa manciata di pali in piena faccia e soprattutto una conoscenza maniacale del testo di Dostoevskij.  Non parlatele di Tolstoj però. So che ha fatto fare davvero una br...