Libri da gustare e cibo da leggere. Siamo davvero pronti per la "gastroletteratura"?
Vi siete mai trovati ad assaporare l’aria, come se fosse una ghiottoneria ? O a capire come si diventa matti davanti a una fetta pane con sopra pancetta e uova? O ancora a fare di un’aragosta il centro delle vostre ossessioni oppure a pensare che le dita di una persona di fronte a voi siano fatte di panna ? Se la risposta è affermativa, siete pronti per un assaggio di gastro-lettura , fenomeno commercial-letterario che si sta spandendo per l’Europa e gli USA a ritmo sempre più insistente. L’idea è (non così nuova in verità) tentare di risollevare le sorti del mercato librario attraverso la contaminazione fra cibo e libri . Se anche Kafka , che di certo non era un feticista del buon cibo (era vegetariano e considerava nutrirsi come un’interruzione necessaria), immaginava di vivere in una cantina dove dedicarsi alla scrittura, mentre qualcuno gli portava con regolarità del cibo, il passo verso le libro-gastronomie o i gastro-bookshops è assai breve. Il cibo ha sempre offerto s...