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E se il prossimo governo lo facessimo scegliere a Shakespeare?

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Tutto è iniziato con una tempesta e non poteva essere altrimenti. La pioggia stava cercando di perforare l’asfalto di Milano da giorni, tentando di fiaccare la voglia di fare dei suoi abitanti che scorre nelle viscere della città a ciclo continuo, autoalimentandosi, come fanno i canali dei navigli interrati all’inizio del Novecento. Impresa donchisciottesca : nessuno può fermare Milano, neanche la pioggia. Tuttalpiù può creare un setting perfetto per l’inizio di un testo shakespeariano, con tanto di vento a confondere suoni e contorni delle persone e delle cose, costringendo i passanti a staccarsi dai loro smartphone per mettersi ad ascoltare se stessi: talento chiave di tutti i personaggi del bardo.  Se poi il vento ci spingesse in una libreria dove, proprio in quella stessa sera, si tiene uno degli incontri di un club shakespeariano, nulla potrebbe salvarci da uno scavo in profondità nelle nostre paure. Ma la sorpresa, Shakespeare insegna, è sempre in agguato ed ent...