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Visualizzazione dei post con l'etichetta Cinema

La ricerca di Bernardo Bertolucci

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Ci sono sensazioni che non si consumano in un respiro, ma ci arpionano l'anima e ad ogni tentativo di ignorarle, penetrano sempre più in profondità, diventando parte integrante del nostro essere.  Io ricordo un bambino vestito d'oro, con un cappello a punta e delle strane babbucce, tutto intorno silenzio. Percorre un lungo corridoio oscuro, un bisbiglio, il vento lo attende per svelargli chi è. Un sipario zafferano si illude di essere più importante del sole perché tutti in una immensa piazza lo adorano. E poi il bambino solleva il sipario e un canto ritmico scandisce la sua scoperta: il sole entra nella piazza e s'inchina davanti al ragazzo, l'ultimo imperatore della Cina.  A Bernardo Bertolucci sono legati molti ricordi, rimasti vividi grazie alla sua capacità di girare attorno all'anima dei suoi personaggi aspettando che lo spettatore compisse l'ultimo passo, alla sua mania di perfezionismo, al suo essere Capitano Achab per le nostre paure pi...

Molly’s Game, il volto ‘buono’ di Gekko secondo Aaron Sorkin

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“Il mondo è cambiato la scorsa notte in un modo da cui non sono capace di proteggerci. È una sensazione terribile per un padre. Non voglio addolcire la situazione: è davvero orribile”.  È l’inizio di una lettera che Aaron Sorkin , sceneggiatore fra i più apprezzati di Hollywood, scrive alle ‘Sorkin Girls’, le sue figlie, l’indomani della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali nel novembre del 2016. La lettera fu pubblicata integralmente su Vanity Fair e suscitò molto scalpore per i toni tutt’altro che morbidi che Sorkin usò per descrivere il neo presidente degli Stati Uniti: “thoroughly incompetent pig with dangerous ideas, a serious psychiatric disorder, no knowledge of the world and no curiosity to learn has”. Sono passati 18 mesi da quell’inizio di novembre che segnò uno dei cambi di inquilino più sofferti nella storia della Casa Bianca, per la divisione feroce e apparentemente incolmabile fra chi ha esultato e chi è rimasto incredulo davanti a qu...

Se la colazione vale più di Tiffany: cinema e letteratura a confronto

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  Letteratura e Cinema sono amanti di vecchia data. Il loro rapporto mi ha sempre ricordato quello fra Rossella e Rhett in Via col vento (penso soprattutto alla versione cinematografica del 1939 con Clark Gable e Vivien Leigh): inevitabile e tumultuoso. Sono molti i casi di romanzi che hanno trovato la loro definitiva consacrazione grazie alla trasposizione cinematografica, riempiendo, nella mente dello spettatore, lo spazio lasciato dallo scrittore all’immaginazione del lettore. Se infatti prima del 1939, chi leggeva Via col Vento di Margareth Mitchell avrebbe potuto farsi un’idea personale della bizzosa, impaziente ed egocentrica Rossella (che poteva differire da quella stampata nella mente dell’autrice che all’epopea degli O’Hara aveva dedicato dieci anni di lavoro), dall’uscita del film, per tutti Rossella è divenuta la ‘fastidiosa’ brunetta dai boccoli corvini e dalle labbra carnose impersonata da Vivien Leigh. Se questo sia un bene o un male è tutto da dimostrar...

Cinecittà: Ieri, Oggi e domani. Le Majors tornano a produrre film in Italia?

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Neppure Benito Mussolini avrebbe immaginato che gli studi cinematografici di Cinecittà, inaugurati il 28 aprile 1937, sarebbero diventati davvero grandi solo quando si sarebbero aperti a quel cinema straniero, americano in primis, che Mussolini aveva in mente di combattere e controllare con la trasformazione di 500.000 metri quadri di campagna romana in un centro di produzione cinematografica che non aveva uguali nel vecchio continente.  Gli studi di Cinecittà sono diventati famosi, creando migliaia di posti di lavoro fra mano d’opera diretta e indotto solo negli anni ’50 , quando le grandi Mayors americane (Metro Goldwin Mayer in testa) iniziarono a produrre i loro film “peplum” (ossia ambientati nell’antica Roma o giù di lì), il più famoso dei quali fu B en-Hur girato nel 1959 da William Wyler (regista di Vacanze Romane ), interpretato da Charlton Heston e sceneggiato tra gli altri da Gore Vidal. Questo film, che detenne per 38 anni il primato del lungometraggio più p...

LUCE. L’immaginario italiano passa per gli occhi di un popolo.

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Luce . Una calda domenica romana di fine agosto.  Le strade, ancora doloranti per il peso sopportato durante l’anno, sembrano stiracchiarsi al sole, cercando di far passare un po’ del vento che spazza il prato delle grandi aiuole oblique di Piazza Venezia tra le giunture dei loro sampietrini.  Sopra solo tanti pedoni, in ombrellini e infradito, sembrano procedere più lentamente del solito alla ricerca di un monumento grande e soprattutto all’ombra. Il Colosseo ingabbiato per i restauri o la Colonna Traiana con la sua storia di guerre in Dacia? Il Vittoriano con le sue ascensori di cristallo o i Mercati di Traiano, primi centri commerciali dell’antichità? Servirebbe un po’ d’aria condizionata. In Italia, pensano, ce n’è sempre troppo poca.  Poi d’improvviso una scala che giunge a un portone. Sembra provenire dall’inferno dantesco o da un film di Tim Burton per la sua austerità gotica. È un museo, d’accordo a Roma ce ne saranno migliaia, ma di cosa esattamente? L...

Galleggiare nel Vapore. Una possibilità che ci offre l’ultimo romanzo di Marco Lodoli.

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Entrare nell'ultimo romanzo di Marco Lodoli è come immergersi in un lago di latte . Mentre leggevo Vapore (Einaudi – 2013) mi è venuto subito alla mente il film di Emanuele Crialese Nuovomondo . Mi riferisco alla scena finale in cui alcuni personaggi entrano in un universo liquido fatto di latte e compiono l’ultimo (o forse il primo, dipende dai punti di vista) passo del loro lungo viaggio verso un nuovo mondo fatto di verità molto diverse da quelle che avevano sognato. Ecco, muovendosi fra le memorie di Maria Salviati , l’anziana signora protagonista di Vapore , si ha l’impressione di essere insieme a lei in mezzo a quel lago, alla fine di un viaggio in solitaria che diventa l’ultima possibilità per lei di osservare con occhio malinconico gli uomini che hanno solcato la sua vita (suo marito e suo figlio), senza mai riuscire a radicarsi davvero nel mondo che lei ha sempre sognato. Un mondo semplice, fatto di «un lavoro utile, un bambino che gioca, un uomo che bada ai c...

Cinema d'incresciosa normalità - cambiare punto di vista al Festival del Cinema di Roma

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Molte coppie si vantano di conoscere così bene il partner da potersi muovere all’unisono. Questo accade anche a Hélène e Joachim (i due protagonisti di Main dans la main film di di Valérie Donzelli – Francia 2012 - presentato in anteprima al Festival internazionale del Film di Roma ) e fino a qui nulla di nuovo, se non fosse che i due in questione non si amano, non si conoscono, non si sono mai visti prima del loro casuale incontro all’Opéra di Parigi, momento dal quale sono costretti a muoversi all’unisono, come in una coreografia surreale e grottesca a metà fra Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet e Burn After Reading dei fratelli Coen. Ogni movimento che fa Hélène, Joachim lo deve replicare, conferendo ai primi venti minuti di pellicola l’aspetto di un semplice divertissement , seppure gradevole e di “alleniana” impostazione. La sfida della giovane regista è stata però quella di trasformare questa coppia inopportuna in un insieme che funziona, perché riesce a f...

Principianti. A trovarne…

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Trovarsi a pattinare in un salone di marmo dal riverbero dorato, ridendo e sbandando; trasformarsi nel più adorato e odiato psicoterapeuta del mondo, Sigmund Freud, pronto ad ascoltare confessioni intime da pazienti senza voce; essere in sintonia perfetta con un cane che comprende più di cento parole (150 se ricordo bene), ma non ne parla nemmeno una ed è questo il suo punto di forza. E soprattutto guardare tutto questo con gli occhi dei principianti , di coloro che indipendentemente dall'età, dal sesso e dalle esperienze, si scoprono, per la prima volta, portatori di emozioni che hanno bisogno di condividere. Parliamo di principianti soddisfatti del loro stato. Vi è mai capitato di sentirvi così? A me sì, non molte volte, ma in qualche rara occasione, quando ciò che abbiamo avanti fa una paura fottuta (altro aggettivo non avrebbe reso altrettanto bene lo stato d’animo) e vorremmo fuggire, veloci, ancora, per sempre e invece ci puntiamo lì, a guardare. Ecco è questo che cap...

Uomini e Donne non possono essere amici...ma un pò di strada ne hanno fatta, anche grazie a Nora Ephron.

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Grazie a lei sappiamo che “ uomini e donne non possono essere amici ”, che non esistono problemi gravi, se si è visto abbastanza volte il Padrino e si è disposti ad “ andare ai materassi ”, che il tradimento è una continua verifica dell’amore o un’ottima scusa per evitarlo. Insomma Nora Ephron ha spiegato l’uomo alle donne e le donne agli uomini, facendoli ritornare mirabilmente al punto di partenza, ma con una nutrita raccolta di battute da sfoggiare e la consapevolezza che ogni donna era capace di simulare la madre di tutti gli orgasmi, mentre mangiava un’insalata scondita. Quante volte avremo visto Harry ti presento Sally (titolo originale: When Harry Met Sally...   film del 1989 diretto da Rob Reiner , e scritto da Nora Ephron ) ? Le do nne per tentare di spiegare se stesse ai loro uomini, e gli uomini facendo finta di esservi costretti, ma con il sottile piacere di entrare in un universo sconosciuto, quello della coppia (quella che parla però). Fin dall'inizio o...

Cinema: lettura visuale.

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Andare al cinema d’estate è un'attività recente. Certo, ci sono sempre state le arene all'aperto, ma di solito servivano a proiettare il "meglio" dell’anno appena passato o le retrospettive dedicate al regista o all'attore del momento. Diverso era il discorso per il cinema "normale" (ossia quello proposto al chiuso della sala, al buio, nato per godersi la magia del fascio di luce e i suoni che sorprendono lo spettatore alle spalle, disegnando nuove storie su un semplice lenzuolo). Questo tipo di cinema, un tempo  chiudeva i battenti  d’estate . Niente film nuovi in uscita e soprattutto niente sale aperte. Io, la mia adolescenza da cinefilo estivo frustrato me la ricordo così, una sequela di sale chiuse e tutti che volevano andare a mare o a fare sport all’aria aperta (orrore!) invece di gustarsi l’ultimo film di Kiarostami. La gente si sa è strana. Tutto è cambiato per fortuna, ossia la gente preferisce sempre andare a mare d’estate, ma si dà la po...