Un buon libro? Una statua sul fondo del mare, parola di Pietro Grossi
Mentre scorro le prime pagine de Il passaggio , l’ultimo romanzo di Pietro Grossi, pubblicato da Feltrinelli, mi rendo conto di trovarmi al cospetto di una sfida. Per il protagonista di questa storia (Carlo) che deve fronteggiare il principale fantasma del suo passato (suo padre) in mezzo ai ghiacci della Groenlandia, per Grossi che si confronta con l’opera di autori che della sfida estrema hanno fatto il loro marchio di fabbrica (penso a Ernest Hemingway e Jack London ) e per il lettore che si trova immerso in una narrazione dove il flusso vorticoso degli eventi pretende di convivere con bolle di assenza dove ascoltare sé stessi. Era sua intenzione far percepire al lettore questa triplice sfida? Il libro non nasce con l’idea specifica di creare una sfida, ma certamente lo è stata. Le mie prime stesure sono molto immediate, ho imparato che per scrivere, immaginare, scoprire le mie storie devo pensare il meno possibile. Poi ci metto molto tempo a rilavorarle...