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Future Library: capsula del tempo per scrittori

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Quattro scrittori intrappolati in una capsula del tempo.  La capsula però non è un grosso bulbo metallico in cui sono stati rinchiusi i corpi degli scrittori per far vedere alle generazioni future come si vestivano i narratori del XXI secolo, ma un’entità organica in continua evoluzione, in cui gli autori (e soprattuto le loro storie) rimarranno nascosti e protetti per cento anni. Non è l’incipit di un romanzo di fantascienza, ma ciò che sta accadendo in una foresta che ancora non esiste in Norvegia per mano di Kate Paterson . Tutto è iniziato nel 2014, quando Kate, artista scozzese che fa dell’interazione fra il pianeta Terra e l’uomo il fulcro delle sue opere, ha lanciato il progetto Future Library , quello che lei stessa ha definito: «un’opera d’arte che respira. Organica, vivente, capace di dispiegare la sua essenza per oltre 100 anni». La libreria che si propone di costruire la Paterson sarà pronta solo nel 2114, quando i mille alberi piantati nel 2014 a Nor...

Riscrivere Shakespeare: una prigione secondo Margaret Atwood

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La Tempesta di William Shakespeare non è stato la prima opera del bardo che ho scoperto, prima è venuto Amleto e la sua abilità superiore a mettersi in difficoltà e in discussione, poi Romeo e Giulietta di cui ho amato e invidiato più di tutti Mercuzio e la sua severa lealtà oratoria, Molto rumore per Nulla con le geniali giravolte verbali di Benedetto e Beatrice, Il mercante di Venezia , cui collego orfiche esperienze adolescenziali di immedesimazione col vituperato Shylock e il suo desiderio di vendetta (giustizia?). La Tempesta mi si è parata innanzi solo in età matura, era il World Shakespeare Festival del 2012 a Stratford-upon-Avon. Certo, avevo già visto messe in scena de la Tempesta , a partire da una spettacolare edizione al Globe londinese con un’ieratica Vanessa Redgrave a impersonare Prospero, ma non ero mai davvero entrato in questo testo che, più di tutti i suoi predecessori, incastra teatro nel teatro, giocando fra illusione e realtà, quasi a convincer...