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Di cosa parlano gli scrittori...fra di loro? Anche di rimborsi per lesa capacità.

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  Mi viene in mente una storiella ricordata da David Lipsky nel suo viaggio-intervista con David Foster Wallace, nel libro Come diventare se stessi (minimum fax 2011), in cui Lipsky racconta un fantomatico incontro fra Joyce e Proust . Joyce parlò per primo: «Ho gli occhi ridotti malissimo». E Proust di rimando: «Il mio povero stomaco, non so che fare! Anzi, devo andarmene subito». Ma Joyce non si arrese e lo superò: «Io seguirei il tuo esempio, se solo trovassi qualcuno che mi tiene sottobraccio». Il lettore si sarebbe aspettato chissà quali discorsi da due divinità della letteratura occidentale e invece ipocondriaci, egocentrici, pronti a tutto pur di attirare l’attenzione, su di sé naturalmente. Come direbbe Oscar Wilde « moderazione in tutto, a cominciare dalla moderazione stessa ». Moderazione che non ha ispirato Vincenzo Ostuni, editor di Emanuele Trevi, quando profondamente turbato (per usare un eufemismo) ha detto ciò che  ha detto (vedi post di imago del 15/07/201...

Il libro giusto per ricominciare, perchè nò, con una rivoluzione imperiale, quella di Myra Breckinridge.

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« Non avevo mai letto Myra Breckinridge di Gore Vidal. » Frase che non potrò più usare. « Non avevo mai incontrato un personaggio femminile costruito in modo così perfetto, soprattutto fra quelli maschili. » Altra frase da incastonare tra quelle ormai irripetibili. E potrei continuare per molte righe. Parliamo del contestatissimo (almeno al momento della sua prima uscita negli Stati uniti nel 1968) romanzo di Gore Vidal dedicato alla prorompente e “imperiale” personalità di Myra Breckinridge . Narrato con sottile arguzia e solenne sfrontatezza in prima persona, da un io narrante posizionato alla minima distanza di sicurezza possibile (e a volte bel oltre) da Myra stessa, il testo narra l’evoluzione di una divinità, di una “Donna Nuova” , fortemente e genialmente femminile, sebbene ancora dotata di una brutalità maschile, che nessun uomo può realmente sfoggiare. Una  “Donna Nuova”  che ha deciso di dare inizio a una diversa e certamente migliore forma di società e di ...