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Visualizzazione dei post con l'etichetta Michael Cunningham

La famiglia di David James Poissant è un lago profondo in cui è dolce affondare

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La scrittrice americana Natalie Goldberg sostiene che un autore degno di questo nome debba scrivere ‘fino alle ossa’ , dando alla carta il colore della propria consapevolezza.  Penso che sarebbe stata soddisfatta del lavoro di David James Poissant e del suo primo romanzo La casa sul lago (tradotto con perizia da Gioia Guerzoni ed edito da NNEditore , cui sarò sempre grato per aver portato in Italia Kent Haruf ), storia della famiglia Starling e del bisogno dei suoi membri di essere ascoltati, ascoltati davvero.  In un periodo come quello in cui stiamo vivendo, dove l’isolamento forzato e la separazione dal ‘resto del mondo’, anche solo attraverso un rettangolo davanti a naso e bocca, rischia di diventare la norma, il bisogno congenito di ascolto dell’essere umano pulsa come un mal di testa cronico sotto la nostra mascherina alla ricerca di una preda su cui scaricare le nostre frustrazioni, i nostri desideri infranti, la paura per quello che ancora deve accadere e il terrore p...

Il viaggio intono al mondo e alle paure di Arthur Less durerà ben più di 80 giorni

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Se fino a allo scorso aprile avessimo fatto un sondaggio fra i lettori italiani, chiedendo loro di Andrew Sean Greer , in pochi sarebbero riusciti a citare uno dei suoi romanzi. Poi è arrivato il 16 aprile 2018, giorno in cui è stato assegnato il Premio Pulitzer per la Fiction proprio a Andrew Sean Greer per il suo ultimo lavoro ( Less - edito in Italia da La nave di Teseo - traduzione di Elena Dal Pra) e tutto è cambiato. L’autore de Le confessioni di Max Tivoli (love story ispirata al racconto di F. S. Fitzgerald Il curioso caso di Benjamin Button , diventata best seller in USA nel 2004) non si aspettava questa vittoria e quando la notizia gli è arrivata era in Italia alla Fondazione Santa Maddalena di cui è il direttore. È proprio in neo vincitore che ci racconta in un’intervista per Il Corriere della Sera che questo luogo, diventato grazie al lavoro (e la disponibilità economica) di Beatrice Monti della Corte e di Gregor von Rezzori un piccolo paradiso incastonato nel cuo...

XXIX Salone Internazionale del Libro di Torino: visioni per guardare lontano?

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Attendendo il trentennale, il Salone Internazionale del Libro di Torino ha riaperto le porte ai suoi visitatori il 12 maggio scorso al Lingotto. In un contesto europeo di chiusura in se stessi, creazione di muri e sospensioni ‘temporanee’ di diritti, il tema di questa edizione ( Visioni ) tenta di far smettere di guardare all’oggi (anche perché non ci offre uno spettacolo edificante, come se cercasse di sintetizzare in pochi anni la summa delle teorie sui barbari di Zygmunt Bauman ) per puntare al domani, cercando nella voce di innovatori e visionari un trampolino da cui il lettore può iniziare il proprio viaggio.  Al Salone Internazionale del Libro di Torino allora prendono parte Roberto Cingolani , dal 2005 direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), centro avanzato di robotica e nanotecnologie; Carlo Rovelli , esperto di fisica quantistica, che ha rivelato uno straordinario talento di divulgatore, facendo delle sue Sette lezioni di fisica un best-seller trad...

Il Festivaletteratura di Mantova: un grande circo per le idee.

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Il festival della letteratura di Mantova è diventato maggiorenne e per la diciottesima edizione ha offerto al suo pubblico una policromia di voci e di idee che ne fa uno degli appuntamenti culturali più interessanti del Paese. A Mantova si è parlato di libri certo, ma soprattutto delle idee alla base di un libro . Quelle che si sono date battaglia nella mente dell’autore e quelle che si sono fatte strada fra i pensieri del lettore. Questo festival ci ha abituato a chiedere e ad avere risposte con cui innamorarsi definitivamente del proprio scrittore preferito o decidere di non soffermarsi più su una sua pagina. Molti gli autori che hanno offerto le loro menti in lettura a Mantova per l’edizione 2014 del Festivaletteratura . Nessuno dimenticherà la risata trotterellante di Elisabeth Strout o la voce calda e burrosa di Michael Cunningham , pronta ad assorbire il pubblico e farlo passare dall’altra parte del “suo” specchio.  Persino se dietro c’è un gruppo di scrittori che ballan...