Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta romanzi

L'arte del racconto di Richard Yates

Immagine
Avete mai raccontato una storia a un bambino? Di quattro o cinque anni, non così piccolo da essere ammaliato da qualsiasi voce che ripercorra le istruzioni per montare un mobile IKEA e non tanto grande da essere interconnesso a mondi vibranti e bippanti che lo sottrarranno alla vostra narrazione in pochi secondi.  Si metterà steso a pancia a terra, i piedi a fluttuare nell'aria, il collo allungato verso di voi, come quello di E.T., in attesa. Se la storia che avrete scelto sarà appena passabile, la sua immaginazione ipertrofica e affamata farà il resto, sganciandosi dal corpo e realizzando con voi quell'affinità elettiva che gli scrittori cercano con i loro lettori.  Con l'età adulta purtroppo l'immaginazione perde elasticità , lasciando spesso il suo posto alla razionalizzazione spinta , una sorta di ragionamento-ponte  fra noi e il mondo esterno che semplifica e banalizza ogni emozione provata o intercettata con l'obiettivo di farla rientrare in una delle classifi...

La rotta del colibrì di Sandro Veronesi

Immagine
“Per andare dove non sai, devi passare per dove non sai”. Di tutte le frasi che ho trascritto sulla prima pagina del nuovo romanzo di Sandro Veronesi ( Il colibrì edito da La nave di Teseo nella collana Oceani ) è quella che meglio rappresenta lo spirito con cui il lettore si dovrebbe avvicinare alla storia di Marco Carrera. Il protagonista de Il colibrì è esattamente il personaggio che ci si aspetterebbe da Veronesi (da Caos calmo a Terre rare ): toscano, benestante, professionista irreprensibile, ingenuo, in cerca (inconsapevolmente e suo malgrado) di qualcosa di non ben definito che gli cambi la vita. Quel qualcosa si materializza in Daniele Carradori, che piomba nello studio oculistico di Marco Carrera per metterlo in guardia dalla moglie Marina di cui Daniele è psicoterapeuta. Gli incipit sono sempre stati uno dei punti di forza di Veronesi, che riesce a catturare l’attenzione del lettore come pochi fra i narratori contemporanei italiani, quello che spesso accade però è...

La voce del silenzio, soggiorno presso l’Hotel Silence di Audur Ava Olafsdottir

Immagine
Vi è mai capitato di pensare al suicidio? E se sì, come lo fareste? Un salto nel vuoto, seduti in una macchina a respirare i gas di scappamento, in una vasca mentre dai vostri polsi la vita si diluisce? Jonas Ebeneser, il protagonista del romanzo Hotel Silence dell’autrice islandese Audur Ava Olafsdottir, vorrebbe farlo con un fucile come ha fatto Hemingway, perché, come lui, è arrivato alla conclusione che sia meglio « andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse ». Sull’orlo dei cinquant’anni, con una ex moglie che lo ha sposato con un inganno e una madre che si è persa nei meandri della demenza senile, Jonas si sente solo, perso e inutile, così decide di lasciare l’Islanda per compiere il suo destino in un paese del mediterraneo appena uscito da una guerra. Ma se si può essere sicuri di non avere più nessun senso e che il mondo starebbe meglio senza di noi, questo non vuol dire automaticamente essere pronti a morire. È...

La libertà di cercare l’orrore secondo Pietro Grossi

Immagine
«L’orrore non sta nella consapevolezza della sua esistenza, ma nella sua capacità mimetica». In questa frase è racchiuso il gorgo in cui Pietro Grossi risucchierà i lettori con il suo nuovo romanzo ( Orrore - edito da Feltrinelli). Lo farà utilizzando la sua maestria nel bilanciare ritmo e indagine psicologica, forgiando una storia difficile da catalogare, sospesa fra il thriller psicologico e il romanzo di formazione (anzi di evoluzione). Abbiamo incontrato Pietro Grossi per entrare nelle viscere di una storia che, fin dalle prime pagine, vibra di una forte inquietudine, un’inquietudine che divora il protagonista e lo porta a seguire le tracce di un mistero. Siamo di fronte a una ricerca diversa da quella che abbiamo trovato ne II Passaggio (Feltrinelli - 2016), non solo per esiti, ma anche per morbosità. Il protagonista di questa storia sembra essere spinto dal desiderio di legittimare le sue ombre invece di reprimerle.  Penso che questo romanzo rappresenti un...

Il viaggio intono al mondo e alle paure di Arthur Less durerà ben più di 80 giorni

Immagine
Se fino a allo scorso aprile avessimo fatto un sondaggio fra i lettori italiani, chiedendo loro di Andrew Sean Greer , in pochi sarebbero riusciti a citare uno dei suoi romanzi. Poi è arrivato il 16 aprile 2018, giorno in cui è stato assegnato il Premio Pulitzer per la Fiction proprio a Andrew Sean Greer per il suo ultimo lavoro ( Less - edito in Italia da La nave di Teseo - traduzione di Elena Dal Pra) e tutto è cambiato. L’autore de Le confessioni di Max Tivoli (love story ispirata al racconto di F. S. Fitzgerald Il curioso caso di Benjamin Button , diventata best seller in USA nel 2004) non si aspettava questa vittoria e quando la notizia gli è arrivata era in Italia alla Fondazione Santa Maddalena di cui è il direttore. È proprio in neo vincitore che ci racconta in un’intervista per Il Corriere della Sera che questo luogo, diventato grazie al lavoro (e la disponibilità economica) di Beatrice Monti della Corte e di Gregor von Rezzori un piccolo paradiso incastonato nel cuo...