Osservare una palude…di scrittori.
La fotografia necessita di osservazione . Fin qui nulla di eclatante mi direte. Ogni parola ha però la sua “soggettivazione” in chi la emette. Per Henri Cartier Bresson osservare (e volutamente utilizza questo verbo ben più impegnativo rispetto a “vedere” o “guardare”) vuol dire dedicare tutta la propria attenzione all’oggetto dell'osservazione, trasformandoci in scienziati dalla curiosità insaziabile, capaci di seguire e analizzare il movimento esterno e interno dei corpi che incrociamo. Fare questo impone all’osservatore l’incognito . Guai a far sentire alla preda i nostri passi che si avvicinano, guai a pensare di essere più importanti dell'osservazione che si sta compiendo. Bresson si riferiva ad alcuni suoi colleghi, che riteneva così impegnati a impressionare il pubblico con il proprio lavoro, da fare troppo rumore, spaventare l'oggetto della loro osservazione, ritrovandosi così da soli a contemplare una brutta foto. Qualcosa del genere è accaduto con la pubblic...