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I migranti del tempo di Mohsin Hamid

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La copertina dell’edizione Einaudi del nuovo romanzo di Mohsin Hamid ( Exit West , traduzione di Norman Gobetti) è la foto di una porta di legno inghiottita da dune di sabbia. Fa pensare a una vecchia porta, con il bianco della vernice che lascia spazio al truciolato e ai segni di innumerevoli mani che l’hanno afferrata con tutta la forza che avevano pur di fuggire. Un gate per un’altra realtà, per un luogo in cui della porta rimangono solo i cardini nudi, perché finalmente si è al sicuro.  È questo l’obiettivo dei due protagonisti della storia di Hamid: sentirsi al sicuro . Nadia e Saeed vivono in una città mediorientale in cui è in atto una guerra. Si incontrano e si innamorano perché dell’amore hanno bisogno per convivere con l’orrore che in una manciata di pagine l’autore gli rovescia addosso: violenze, massacri, paura di vivere abbastanza per essere parte di essi. La morte diventa un vulcano che erutta stragi e dolore a ogni angolo di strada, come se volesse convinc...