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Il giapponismo: una moda che dura da quasi duecento anni

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Giappone.  Il monte  Fuji, l'inchino, i cartoni animati, il sushi, Murakami Haruki, la cerimonia del tè, i dorayaki, Madama Butterfly, il kimono, il silenzio, i manga, Kyoto. Queste le prime parole che mi vengono alla mente parlando della terra del sol levante, il cui nome deriva dai viaggi di Marco Polo.  Non sto tentando di confondervi, Marco Polo ha visitato la Cina e non il Giappone, ma era così che i cinesi definivano quell'avamposto di migliaia di isole a est del mar della Cina. ' Nichi-hon' , poi divenuto in giapponese ' Nihon ' ossia 'origine del sole' . Ed è proprio dal rientro di Marco Polo dai suoi viaggi che inizia la curiosità di scoprire cosa c'è ancora più a est dell'est visitato dalla famiglia Polo. Il via alla scoperta di massa lo diede un accordo commerciale, quando nel 1854, dopo 250 anni di isolamento autoimposto, il paese del sol levante si aprì al commercio con l'Europa. Fu così che dal Giappone, si passò pr...

La biblioteca infinita è in mostra al Colosseo.

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Una biblioteca infinita è sempre stato il mio sogno. Legno bianco e luce tagliente, che svegli la mente, che sproni la ricerca del prossimo titolo, che faccia correre lo sguardo su lunghe distanze, spezzando il fiato per l’emozione di un’interminabile sequenza di esperienze che è lì, pronta a scoppiarti dentro.   Nel mio visionario amore per la lettura e per il libro, non avevo mai pensato al papiro. Era questo il “supporto” che gli antichi utilizzavano per far trascrivere i testi che decidevano di consegnare ai loro discendenti.  Un supporto lungo fino a 10 metri, da srotolare con entrambe le mani, visto il relativo ingombro, per poter leggere, in piedi,  le riflessioni di un filosofo epicureo. A questi supporti, denominati dai romani volumnia, e ai luoghi dove erano conservati è dedicata una mostra ospitata all’interno degli ambulacri del Colosseo , incentrata proprio sul ruolo delle biblioteche durante l’impero.  Perché se Plinio il Vecchio dava una defi...

Quando il contenitore diventa il contenuto, una passeggiata alla Saatchi Gallery

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Spazio e luce . Questa è la prima cosa che si ricorda della Saatchi Gallery a Londra. Bianca, silenziosa e immensa. Le opere d'arte? Sì, ricorderete qualcosa.., ma gli spazi... Penserete di essere stati catapultati sul set di un film di Woody Allen , magari nella galleria che  Chloe,   la moglie del protagonista di Match Point , ha "messo su" (anzi che il paparino le ha “messo su”) per occupare il tempo. Tutto sembrerà costruito per ridurre la giornata ad un piacevole diversivo fra una colazione servita sul portico e una prima a teatro. Gli spazi (infiniti), il rumore (assente), i visitatori (eccentricamente abbigliati e con taccuino sempre aperto fra le mani), le guide (tutte giovani, sorridenti e vestite di nero), pronte a scovare il seme della ribellione in un trittico di piastrelle marroni lasciate distrattamente (ma non così tanto) sul pavimento candido (anch’esso). Avrete subito la voglia di comprare una sciarpa azzurra di cotone egiziano e un taccuino ve...

"Jack the Dripper". Arte, letteratura e parola in scena a Palazzo Barberini

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Se avete in progetto di andare a visitare o a ri-visitare la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, ospitata nel seicentesco palazzo che Matteo Barberini (noto con il nome di papa Urbano VIII) fece costruire nel seicento, contribuendo a dare vita ad uno dei momenti di maggiore splendore della Roma post imperiale, non ci potrebbe essere momento migliore. Per il sesto anno consecutivo è stata organizzata una rassegna culturale (non vi fate spaventare dalla terminologia salottiera d’altri tempi, dietro i parrucconi si nascondono anche buone idee) dal titolo “ Il Gioco serio dell’Arte ” , che si propone di festeggiare alcuni importanti anniversari legati ad artisti come Cage, Pascal, Vespucci e Pollock, parlando di creazione (artistica e di pensiero) e di contaminazione fra arti e linguaggio . Lo scorso 16 gennaio, all’interno di uno dei simboli dell’inarrestabile grandeur che i Barberini hanno sempre amato e imposto (pensiamo solo ai “direttori dei lavori” che il loro pala...

LaLettura di Ai Weiwei

Se avete comprato Il Corriere della Sera la settimana scorsa, per l’esattezza domenica 13 novembre, avrete ricevuto, insieme al quotidiano, quello che avrete catalogato come uno degli oramai insopprimibili e prolifici inserti di cui anche Il Corriere si è arricchito negli ultimi anni pur di “aggredire” (chiedo subito venia per il linguaggio marketing oriented) nuovi inconsapevoli “segmenti” di pubblico. Le avrete a stento degnate di uno sguardo quelle cinquanta pagine aggiuntive, che non facevano altro che affaticare il vostro braccio, i più attenti si saranno espressi in una smorfia d’incredulità per l’omone asiatico seduto su una poltroncina al centro del nulla che campeggiava sulla copertina dell’inserto. Ma poco più di questo. Poi avrete lanciato l’inserto (e forse anche il quotidiano) sul sedile posteriore della vostra auto o nel bauletto del motorino, dove sarà probabilmente rimasto per giorni, intonso, nascosto ai vostri occhi, come tutti i buoni propositi infranti del...

L'arte di comprimere di Tomas Tranströmer

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“ Comprime grandi quantità di significati in spazi angusti ”, così Maria Cristina Lombardi definiva la poesia di Tomas Tranströmer nell’introduzione della raccolta Poesia dal Silenzio edita da Crocetti nel settembre 2001. Quando, qualche mese dopo, sfogliando la rivista Poesia mi trovai di fronte a questo nome con tanto di umlaut (i due puntini sopra la “o” alla tedesca)  la mia attenzione ne fu subito catturata. Sarà stato per la mia vecchia passione per la lingua germanica oppure per la cost ante attrazione che ha sempre esercitato su di me la possente natura dei paesi nordici, da cui proveniva l’autore dei versi, fatto sta che non potei trattenermi e ordinai il libro all’editore.  Mi colpì? Lo lessi in un fiato? Lo diluii nelle mie fughe pomeridiane in cerca di una luce sempre differente? Zero. Bianco. Nulla di nulla .  Fin qui la mia memoria che, come tutte le memorie, chissà perché fissa tanto bene alcuni momenti a discapito di altri, non sempre in ordine di prior...