Ogni libro, un azzardo.
Gennaio è un mese strano. C’è la pioggia, il lavoro che ricomincia, un altro anno che si attacca alla nostra vita come un insetto intrappolato sulla carta moschicida ; sbatte le ali per portarci chissà dove e poi, dopo dodici mesi, si stanca e muore, e a noi sembra di non esserci mossi di un millimetro. Ma qualcosa è successo. L’anno è passato e noi dobbiamo ricominciare, sentiamo già le ali del nuovo insetto che si avvicinano, per far rumore, per bisbigliarci che stiamo per cambiare . Poi gennaio finisce, è finito anche quello che incartava il 2013, e noi lo appallottoliamo e lo gettiamo via, felici, perché di far bilanci e spargere mormorii uggiosi ci siamo annoiati. Ci serve un azzardo, una piccola pazzia da cui ripartire, per non ascoltare le ali che sbattono e si affannano e non si muovono. Allora ci addormentiamo e sogniamo. E in fatto di sogni ci sono autori che sono maestri, ma trovarne qualcuno che ci parli di quelli altrui è cosa assai rara e non interessa e il merca...