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E se il prossimo governo lo facessimo scegliere a Shakespeare?

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Tutto è iniziato con una tempesta e non poteva essere altrimenti. La pioggia stava cercando di perforare l’asfalto di Milano da giorni, tentando di fiaccare la voglia di fare dei suoi abitanti che scorre nelle viscere della città a ciclo continuo, autoalimentandosi, come fanno i canali dei navigli interrati all’inizio del Novecento. Impresa donchisciottesca : nessuno può fermare Milano, neanche la pioggia. Tuttalpiù può creare un setting perfetto per l’inizio di un testo shakespeariano, con tanto di vento a confondere suoni e contorni delle persone e delle cose, costringendo i passanti a staccarsi dai loro smartphone per mettersi ad ascoltare se stessi: talento chiave di tutti i personaggi del bardo.  Se poi il vento ci spingesse in una libreria dove, proprio in quella stessa sera, si tiene uno degli incontri di un club shakespeariano, nulla potrebbe salvarci da uno scavo in profondità nelle nostre paure. Ma la sorpresa, Shakespeare insegna, è sempre in agguato ed ent...

Nixon contro Frost: i media trasformati in armi di distruzione di massa.

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I l nome di Richard Nixon , presidente degli USA dal 1968 al 1974, è associato dall’immaginario collettivo a uno degli scandali politici più famosi e famigerati di oltreoceano: il Watergate . Il tentativo dei Repubblicani di spiare con microfoni nascosti il quartier generale dei Democratici, costò a Nixon la presidenza e offrì una succosa storia ai media su cui per anni si disse tutto e il suo contrario, senza mai riuscire a ottenere da Nixon l’ammissione della sua colpa. Il presidente lasciò l’incarico “per il bene del Paese” e per evitare conflitti inutili, ricordando tutti i suoi grandi successi e accusando la magistratura e i media di essere stati al servizio dei Democratici. La storia sembrava ormai conclusa senza un colpevole e certamente senza qualcuno che pagasse per i suoi errori (Nixon si era trasferito in una splendida villa in California e il Presidente successivo, nonché suo ex vice presidente, Gerald Ford, gli aveva anche garantito un’amnistia), come spesso accade...

L’Italia è in attesa di un nuovo Riccardo III che la “salvi”? Alessandro Gassmann ci prepara all’impatto.

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«Più è grande la bugia, più è difficile confutarla.» No, non siamo riusciti a entrare nella mente di uno dei politici che governano questo paese, né in quelle dei loro collaboratori. La frase è tratta da uno dei monologhi interiori di Riccardo III , protagonista dell’omonima tragedia di Shakespeare . Questa piccola frase ha in sé la chiave del successo di quest’ uomo politico, che, alla fine, sarà ucciso proprio a causa della sua arte di far apparire giusto l’ingiusto e vittima il supremo carnefice (e qui noi contemporanei potremmo sorprenderci). Siamo alla fine del XV secolo, al termine della guerra delle due rose (fra York e Lancaster) per il controllo del trono d’Inghilterra, che porterà all’insediamento sul trono della dinastia dei Tudor al posto dei Plantageneti. Insediamento che avverrà proprio grazie alla sconfitta del “perfido” Riccardo III . Capace di qualsiasi azione pur di raggiungere i suoi obiettivi, appare al pubblico come la rappresentazione di un uomo deforme nel...