Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta esordienti

Scrittori non di best seller: come uscire da se stessi e sopravvivere

Immagine
Gli scrittori (di best seller e non) amano parlare di due cose: di se stessi e di se stessi attraverso le loro opere. Fin qui nulla di strano, già Leopardi nei suoi Pensieri (pubblicati postumi nel 1845) si lamentava di questa attitudine propria di molti suoi colleghi, tanto da prevedere l’apertura di un « ateneo di ascoltazione » dove, a qualunque ora del giorno e della notte, gli autori avrebbero potuto leggere le loro opere davanti a un gruppo di astanti selezionati fra gli autori stessi, visto che (e siamo agli inizi dell’Ottocento) i “comuni ascoltatori” non bastavano a rispondere alle esigenze dei troppi scrittori e del loro insaziabile ego.  A distanza di due secoli la situazione non è così diversa, l’alfabetizzazione di massa e un sistema socio-culturale basato sempre più sulla necessità di porre se stessi al centro dell’attenzione altrui (reale o virtuale poco importa) hanno fatto da moltiplicatore del fenomeno, lasciando invariato il risultato.  Gli scritto...

Primavera digitale e mentale? Cento vasche al XXV Salone del libro di Torino.

Immagine
State fissando il soffitto. Cemento, rotaie di cemento. Pulite, silenziose, attonite. Non avrebbero certo pensato di vedere al posto di ordinate e usuranti catene di montaggio un nugolo di cavallette impazzite, che si affanna a guardare, ascoltare, piluccare emozioni inconsuete in mezzo ad un mare di carta impilata, illuminata, spolverata e sconsolata. Atterriti i libri si uniranno alle travi di cemento de Il lingotto di Torino , domandandosi il perché di tanto frastuono. Undici mesi e mezzo di totale noncuranza e poi tutti qui a toccare lo strano oggetto di colla e carta che racchiude in sé mirabili segreti.  La maggior parte degli sguardi è di sospetto. Correranno, sì correranno, sguardi e orecchie, presi dall’ansia del tempo (poco) e delle cose da vedere e sentire (troppe) e inizieranno a spostarsi dal bianco assoluto di Einaudi, al rosso aggressivo di Feltrinelli, dall’azzurro dissacrante di minimumfax al giallo assorbente di IBS, dove la “ primavera digitale ”, sottotitol...