La biblioteca infinita è in mostra al Colosseo.
Una biblioteca infinita è sempre stato il mio sogno. Legno bianco e luce tagliente, che svegli la mente, che sproni la ricerca del prossimo titolo, che faccia correre lo sguardo su lunghe distanze, spezzando il fiato per l’emozione di un’interminabile sequenza di esperienze che è lì, pronta a scoppiarti dentro. Nel mio visionario amore per la lettura e per il libro, non avevo mai pensato al papiro. Era questo il “supporto” che gli antichi utilizzavano per far trascrivere i testi che decidevano di consegnare ai loro discendenti. Un supporto lungo fino a 10 metri, da srotolare con entrambe le mani, visto il relativo ingombro, per poter leggere, in piedi, le riflessioni di un filosofo epicureo. A questi supporti, denominati dai romani volumnia, e ai luoghi dove erano conservati è dedicata una mostra ospitata all’interno degli ambulacri del Colosseo , incentrata proprio sul ruolo delle biblioteche durante l’impero. Perché se Plinio il Vecchio dava una defi...