Una parola, un verso: ventottesima - vulnerabilità secondo Jonathan Coe
Dopo aver superato il librone gigante simbolo e programma di LibriCome , festa del libro e della lettura, svoltasi a Roma dall’8 all’11 marzo scorso, mi sono diretto al centro della cavea ideata da Renzo Piano per far ammirare il suo auditorium, nonché per adagiarci le sue immani coccinelle . Guardandole in una domenica troppo invitante per essere destinata a chiudersi in un piccolo spazio, viene da pensare che possano staccarsi da terra da un momento all’altro, pronte ad assaggiare il pubblico, un attimo prima di accoglierlo comunque nel loro ventre. Questa volta sono stato abbastanza veloce da evitarle e così mi sono trovato in una sala Petrassi gremita per l’arrivo di Jonathan Coe , autore perfetto per accompagnare il lettore in un momento di confusione e di rabbia. Con me l’ha fatto con La casa del sonno , che ho apprezzato molto di più della Famiglia Winshaw , romanzo che lo ha portato alla consacrazione come scrittore. Coe è venuto a Libri Come per promuovere la sua ulti...