Le stelle minori non sono quelle che ti aspetti. Parola di Mattia Signorini
“Tra i tanti ricordi che una storia porta con sé, quello che ci accompagna più spesso è la memoria della sua fine”. Il secondo capitolo di Stelle minori di Mattia Signorini (edito da Feltrinelli) si apre con questa affermazione e sebbene siano molti gli incipit con cui l’autore riesce ad aprire una crepa nelle certezze del lettore, in questo caso sembra sostenere una tesi per il puro gusto di dimostrarne l’infondatezza. Di questo libro, che narra la storia di due ragazzi (Zeno e Agata) e del loro passaggio traumatico all’età adulta, dubito ricorderete solo la fine. Il piacere maggiore, in questo caso, lo dà il percorso. Il gioco di richiami incrociati, suggestioni e indizi che Mattia Signorini srotola come un tappeto magico davanti agli occhi del lettore vedrà interi elefanti sparire, per poi riapparire delle dimensioni di un topolino. Passato e futuro si mischieranno, fino a rendersi uno lo specchio dell’altro, in una montagna russ...