Una zolletta di ispirazione in una tazza di notte.
Qualche tempo fa mi sono immerso con sommo piacere in uno stralcio di un’intervista ad Antonio Tabucchi , in cui lo scrittore si definisce un solitario contraddittorio . Da un lato troppo amante della solitudine e della concentrazione che in essa si nasconde, dall'altro spaventato dalle sue conseguenze estreme: l’auto-analisi spinta all'eccesso, le ossessioni, le piccole manie che si mutano in psicosi e che ci fanno temere di rimanere insonni, per l’intera notte, a cercare di controllarle. Lì, con gli occhi spalancati a registrare rumori inesistenti, mentre la nostra casa dorme, la città si accuccia nel ricordo della giornata appena strombazzata via e il vento sembra placare se stesso e ogni sogno che gli è stato lanciato addosso da occhi tristi, un tempo troppo arrabbiati, ora soltanto delusi. Ultimamente resto spesso sveglio di notte. Non che non mi piacerebbe dormire, è che proprio non riesco a trattenere il pensiero. So che molti di voi saranno stati...