Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta politica.

Quello scarafaggio di un politico e i destini di un Paese

Immagine
Per quanto tempo un moscone morto conserva un buon sapore? Come si parla senza avere una  bocca? E come ci si sente a avere uno scheletro esterno? Domande vitali per chi volesse scrivere una storia che ha come protagonista uno dei milioni di  scarafaggi con cui conviviamo nelle nostre città. Domande che potremmo girare al primo ministro  inglese, vero esperto nel campo, almeno secondo Ian McEwan e il suo nuovo romanzo Lo  scarafaggio (edito da Einaudi e tradotto da Susanna Basso).  Una metamorfosi inversa rispetto a  quella di Gregor Samsa , personaggio scolpito nella memoria collettiva di noi occidentali grazie alla  mente visionaria di Franz Kafka, risvegliatosi una mattina nei panni, anzi nel guscio di uno  scarafaggio. Il protagonista della storia di Ian McEwan vive infatti la sorte opposta, Jim Sams ,  nobile blatta dalla corazza splendente, si sveglierà una mattina in un disgustoso  corpo umano , provando così l’ebbrezz...

I pilastri della terra e l’arte del “fregare” – Ibsen e la politica del compromesso.

Immagine
Al primo piano del teatro Argentina di Roma , in concomitanza con le grandi finestre di legno verdastro che affacciano su una delle aree archeologiche più antiche e trascurate di Roma ( l’area sacra di Largo Argentina di età Repubblicana), ci troviamo al cospetto di uno spazio studio per incontri con drammaturghi e attori. Filari di sedie da regista nere che fronteggiano un piccolo palco, anch’esso nero, e alle pareti resti di maschere del teatro greco che fissano imperturbabili lo spazio, in attesa che si riempia di ascoltatori, di pubblico insomma, cui far udire forse la loro antica voce e alcune domande ben riposte nelle loro bocche candide. In un angolo di questa sala, una strana statuetta raffigura un omino seduto su un pilone, con le gambe incrociate, cappello a cilindro e strane basette giganti. È la statua di Henrik Ibsen , posta in quel salone nel 2006 a ricordo del centenario della sua morte e poi spostata in un angolo, in disparte, a osservare. E osservare, senza ...