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Le asimmetrie di Lisa Halliday

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Il fato è un amo a cui l’uomo si appende volontariamente per sfuggire alle sue colpe. Cosa ci spinge durante una passeggiata al parco a sederci su una panchina che è già occupata da un uomo, invece di cercarne una tutta per noi, solo pochi passi più in là? E se quell’uomo iniziasse a parlare con noi, chiedendoci cosa stiamo leggendo e qual è il nostro punto di vista sulla scrittura e sull’amore? Resteremmo ad ascoltare incuriositi o scapperemmo via, troppo presi da noi stessi?  E davanti a questo bivio che ci pone Lisa Halliday con il suo primo romanzo Asimettria (edito da Feltrinelli - traduzione di Federica Aceto): una venticinquenne viene avvicinata da un uomo anziano che si scopre essere un famoso scrittore. Da lì, in poche pagine, oserei dire righe, inizia la loro relazione, descritta dalla Halliday in terza persona con una penna leggiadramente chirurgica, dai toni scanzonati, in cui sono soprattutto i dialoghi scoppiettanti alla Woody Allen (avevo in mente in p...