domenica 28 febbraio 2010

Il prossimo "Uno contro Uno" - A voi la scelta

Gli imagisti 2.0 hanno fatto la loro scelta.


La Signora Dalloway, della inarrivabile e iperanalitica Virginia Woolf, il primo libro candidato allo scontro del nostro "Uno contro Uno", non ha trovato detrattori così abili da convincere i sostenitori a cambiare idea. La maggioranza si è espressa e Clarissa diventa uno dei contendenti del primo "Uno contro Uno".

Chi sarà il suo avversario?


Vi ricordo che l'idea è di confrontarci su due testi che sono accumunati semplicemente dalla loro notorietà (in termini di diffusione, non ci addentriamo nel mondo della critica letteraria), cercando di dimostrare quale sia il "migliore".
Per farlo potrete difendere o attaccare senza esclusioni di colpi tema, trama, personaggi, struttura e finanche
incipit del testo prescelto, pur di dimostrare la nostra tesi.

Unico requisito è aver letto il libro.

Aspetto allora le vostre proposte.

domenica 21 febbraio 2010

Quando avevo undici anni

Cari imagisti, nell’attesa dei vostri successivi attacchi al nostro primo libro del progetto “Uno contro Uno”, volevo segnalarvi l’iniziativa di Undiciparole (http://undiciparole.forumfree.it), un forum dedicato alla scrittura che frequento e vi consiglio. Unidiciparole nasce dalla passione di alcuni scrittori che, alla ricerca di un luogo per confrontarsi e mettersi alla prova, hanno fondato un forum che sta contaminando e rigenerando la rete.

Il progetto che vi voglio segnalare è intitolato “Quando avevo undici anni”. L’idea è di cimentarsi con i propri ricordi, raccontando l’Italia e i suoi cambiamenti, nella società e nelle famiglie, durante gli ultimi quattro decenni del secolo scorso. Ogni undici-paroliere (così si definiscono i frequentatori del forum), potrà raccontare la sua storia, ponendo le basi per un’antologia a tema.

Forza allora, sono sicuro che nella vostra infanzia si nascondono aneddoti squisitamente surreali.

lunedì 8 febbraio 2010

“Uno contro Uno”– La signora Dalloway di Virginia Woolf


Eccoci, come promesso, davanti al primo libro del progetto “Uno contro Uno”.


Per chi non avesse letto il precedente post, vi ricordo che l’idea è di scontrarci on line su un libro, scegliendo da che parte stare e poi difendere o attaccare senza esclusioni di colpi tema, trama, personaggi, struttura e finanche incipit del testo prescelto, pur di dimostrare la nostra tesi.



Una volta concluso il confronto, se il libro si sarà dimostrato all’altezza, si scontrerà con un altro testo in un dinamico “Uno contro Uno”.



Il primo libro che avete scelto è La signora Dalloway di Viriginia Woolf.



Per molti è un libro fondamentale, una nave scuola su cui affilare le armi dell’autoanalisi e del pensiero libero, per altri un’icona irraggiungibile, la prima e forse l’unica vera trasposizione su carta del contenuto della mente femminile, mirabilmente stratificato nell’apparente vuota e lunghissima giornata di Clarissa Dalloway, una ricca borghese nella Londra degli anni ’20. La signora Dalloway è un libro che stordisce, come una serie di pedine del domino impazzite, i pensieri di Clarissa si mescolano, si urtano, si sovrappongo, cadono e poi si risollevano impedendo al lettore di orientarsi in un labirinto di dubbi. Virginia Woolf sosteneva che i personaggi per lei erano delle miniere in cui scavare e scavare, senza fermarsi, senza mai accontentarsi delle sensazioni che da essi poteva estrarre, usando forse lo stesso feroce ed implacabile giudizio che applicava a se stessa. Personalmente ho amato questo libro per la sfida che lancia al lettore, perché lo stana, costringendolo ad uscire dalla sua area di comfort, a resettare la mente, aprendola ad un flusso di pensieri inaudito, che neppure la punteggiatura riesce a trattenere.



Ma lascio a voi la parola, chiedendovi di dichiarare all’inizio del post se siete a favore o contro il libro.