domenica 25 gennaio 2015

Le migliori librerie di Roma – parte terza

Il nostro viaggio fra le migliori librerie di Roma continua con la Libreria Antiquaria Giulio Cesare, riferimento per i romani e per gli abitanti del Rione Prati, grazie al lavoro appassionato di Daniele Corradi.

Libreria Giulio Cesare
La libreria è nata nel 1994 specializzandosi fin dalla sua fondazione in libri antichi e fuori catalogo, con un’ampia sezione dedicata ai testi giuridici (siamo nel quartiere che ospita il Palazzo di Giustizia di Roma, sede della Corte di Cassazione, dell’ordine degli Avvocati e della grande Biblioteca Giuridica Nazionale). Nella stretta vetrina troviamo oltre a preziosi codici del Regno d’Italia anche un’edizione de La ricerca del tempo perduto di Marcel Proust in cofanetto di metà del Novecento, un libro di fiabe italiane e un’edizione del Pinocchio di Collodi del 1951 con illustrazioni di Chiostri.

Entriamo mentre Daniele sta mostrando proprio il cofanetto di Proust a due signore. Non sanno bene cosa comprare ma di lui si fidano. Allora Daniele s’informa sulla persona che riceverà il libro: i gusti, l’età, la sensazione che le signore vogliono offrire con il loro regalo. Poi va verso la vetrina e solleva il cofanetto. Nel frattempo mi sorride, invitandomi a passeggiare nel suo regno fatto di 20.000 volumi. Scorgo un’edizione dei primi anni ‘20 del Novecento de La tempesta di Shakeaspeare che ha delle bellissime illustrazioni di Edmondo Dulac, ma non oso prenderla fra le mani. Come ogni lettore che si rispetti, mi sento come un goloso in una degustazione di dolci, troppe cose da assaggiare in troppo poco tempo.

Le signore vanno via, devono pensarci e lui non insiste. Appena cominciamo a parlare gliene chiedo la ragione. «La nostra è una professione che si fa per passione e non certo per arricchirsi. I miei clienti sono affezionati e ritornano perché il mio primo obiettivo è prestare sempre il consiglio “più giusto” per loro. Anche se così li indirizzerò sul libro meno costoso, anche se così avranno bisogno di più tempo per scegliere e non compreranno nulla. Torneranno.» Questa è la parte più interessante del lavoro, mi dice Daniele, un lavoro che fa da solo, come ha fatto prima di lui suo padre: «A volte è dura. La crisi l’abbiamo sentita soprattutto per il venir meno delle biblioteche pubbliche che prima facevano ordini regolari, garantendo un’entrata stabile. Ora non comprano più nulla. Non ci sono soldi e così anche il patrimonio librario dello Stato s’impoverisce.»

E mentre scopriamo che anche avvocati e notai comprano sempre meno libri di pregio, Daniele ci dice che lui resiste e gli occhi si accendono quando racconta cosa vuol dire mettersi in mezzo a una biblioteca privata appena acquistata per andare alla “ricerca del tesoro” che si può nascondere in mezzo alla polvere e agli appunti dei precedenti possessori. E capiamo che la libreria sarà lì ad aspettarci fino a che Daniele conserverà la curiosità per il mondo che in un libro si può nascondere e per questo lo ringraziamo.



Libreria Tara
Ci spostiamo al confine fra il Rione Parione e il Rione Regola, a pochi passi da Campo dè Fiori e dal suo storico mercato, qui troviamo la Libreria Tara  dove ci accoglie Francesca Tommasi, che assieme ad altri due soci ha ridato vita, nel 1996, a una storica libreria di Roma, immortalata anche da De Sica ne Il ladro di biciclette.  
La libreria offre un catalogo di più di 18.000 volumi usati e antichi, condensati in solo 15mq, con un’attenzione particolare alla saggistica storica, politica e filosofica, senza dimenticare una sezione dedicata alla narrativa del Novecento. La mia prima domanda a Francesca è proprio sulla scelta di dedicarsi alla saggistica, nicchia nella nicchia dei lettori italici.
«È stata una scelta che definirei naturale. A tutti e tre [i soci] piace la saggistica per formazione o esperienza personale e di lettura. La passione in questo lavoro è fondamentale, per questo è più facile partire dal gusto personale quando si sceglie un libro da comprare e poi da offrire ai nostri lettori. Poi esistono anche collezionisti di saggistica o semplicemente ricercatori e studiosi che hanno bisogno di libri ormai introvabili perché fuori catalogo. Ci fa molto piacere riempire questo vuoto

Francesca è molto attenta alla lingua che viene usata nei libri e da lettore onnivoro e instancabile, oltre che da libraia, è preoccupata per la cura sempre più residuale che gli editori pongono nelle traduzioni. «I classici vengono costantemente riproposti dagli editori e questo è un bene. Ciò che dispiace è vedere grandi classici presentati ai lettori con traduzioni meno valide di quelle preesistenti e vesti editoriali poco curate.  Può essere un’occasione sprecata, perché si rischia di perdere lettori che si avvicinano per la prima volta a un classico.» I lettori più esigenti potranno comunque trovare nella Libreria Tara vecchie edizioni degli anni ’50 e ’70 (Einaudi in testa) in cui la cura nella traduzione e nella stampa nasceva non solo da una scelta stilistica, ma anche dalla volontà di diffondere il più possibile la passione per il libro.

Chiedo a Francesca cosa si augura per il 2015. Le piacerebbe un maggiore impegno della città per sostenere iniziativa di diffusione del libro, a cominciare dalla creazione di un mercato del libro usato a Roma sul modello di Milano. La Libreria Tara appartiene a un network di librerie romane (www.pagineromane.com) che cerca di promuovere il libro usato e d’antiquariato e la creazione di un mercato stabile del libro antico a Roma.



Completiamo questo primo viaggio fra le librerie romane raccontando una scommessa. Quella di Eleonora e Luigi (lo stesso Luigi Politano editore della Round Robin) che hanno deciso lo scorso novembre di riaprire la Libreria del Viaggiatore in via del Pellegrino nel Rione Regola. Nata sulle ceneri di un’omonima e conosciutissima libreria della capitale (fondata da Bruno Boschin nel 1991) specializzata in tutto quello che ruota attorno ai viaggi, la nuova Libreria del Viaggiatore offre al lettore due piani di guide, cartografia e letteratura per aspiranti viaggiatori (di fatto o anche solo con la mente), divise per emisferi, con uno spazio dedicato alle presentazioni e gli incontri fra lettori e autori. Questa libreria permette ai lettori di trovare testi e consigli di viaggio che Eleonora condivide dolcemente con i lettori in cerca di “sensazioni viaggesche” oltre che di guide turistiche.  
Vedere due persone che, in piena crisi (del settore editoriale e della nazione intera) investono il loro “piccolo” capitale in una libreria ci insegna a non accettare la demotivazione che stagna intorno alle nostre vite. Chiedo a Eleonora cosa li ha fatti decidere. «Concentrarsi sull’obiettivo e partire. Se si pensa troppo non si va da nessuna parte. Mettere su una libreria è come partire per un viaggio in una terra sconosciuta e affascinante. Se s’immagina tutto quello che potrebbe andare male, si rischia di non partire più e in ogni caso si sarà persa un’esperienza. E non è quello che chiedono a noi i lettori?»


In questo viaggio fra le migliori librerie di Roma e i loro librai di esperienze ne abbiamo raccolte tante.

domenica 18 gennaio 2015

Le migliori librerie di Roma – parte seconda

Il nostro viaggio fra le migliori librerie di Roma continua con la Libreria Cesaretti, a pochi passi da Piazza del Collegio Romano. Dal 1888 questo storico avamposto di cinque generazioni di librai offre al lettore forte (oserei dire insaziabile) così come al collezionista bibliofilo un luogo sicuro dove trovare vecchie edizioni e fuori catalogo per arricchire la propria libreria.
Entrare in questo piccolo e profondo negozio, che contiene più di 20.000 volumi compressi sui ripiani di legno antico che fanno a gara per il dorso più lucente (fra cuoio lavorato, lettere d’oro e pagine ornate da antichi disegni), equivale a entrare in un tempo diverso e assai più “odoroso”. Il profumo è quello del libro antico che si distende ampio fra gli scaffali e solo gli abiti degli uomini tradiscono quella che altrimenti potrebbe essere una bottega libraia del XIX secolo.


Al centro di tanto splendore, Saverio e Amedeo Lefevre (padre e figlio, quarta e quinta generazione di librai antiquari) sembrano annusare l’aria in cerca del libro che più si adatta all’ultima richiesta che gli è arrivata. Che sia l’incunabolo del XIV secolo o l’edizione fuori catalogo del Novecento, Saverio ci dice che ogni libro ha il suo proprietario-lettore, quello che più di tutti lo merita, e sta al libraio trovarlo.

E il libraio? Ha il suo testo preferito? Saverio ci dice che ne esistono tanti, ma che gli fa piacere ricordare Roma, non basta una vita di Silvio Negro. Il volume, scritto dal capo della redazione romana de Il Corriere della Sera, è una lezione per i romani impartita da un non romano: «osservare la città eterna con occhi sempre diversi, con curiosità che cresce man mano che dell’urbe si conosce di più
Mentre Saverio parla, ricordando che si deve anche un po’ a lui la ristampa di questo libro da parte di Longanesi dopo molti anni di fuori catalogo, arriva uno dei clienti affezionati di questa libreria e s’inizia a parlare di un “ritrovamento”. Un grande busto in una nicchia ai bordi delle mura Aureliane, vicino via Veneto. Chi sa di cosa si tratta? Chi è l’autore? Di che periodo storico? Palladiano? Le domande incalzano fra libraio e lettore, cui è parso naturale venire alla Libreria Cesaretti in cerca di una risposta. Da oggi condivido con voi questo sicuro approdo all’umana curiosità.


Se invece siete stanchi del cuoio battuto e dei libri attaccati da parassiti che ne determinano l’odore, potreste cambiare zona e passeggiando nell’ampia e commerciale via Nazionale, entrando in una delle più grandi librerie della capitale. Parliamo di IBS bookshop che con i suoi 2.000 mq e le sue centinaia di migliaia di volumi non teme concorrenza in fatto di catalogo da mettere a disposizione dei lettori.


La libreria IBS di Roma si articola su più piani nel ventre di un palazzo umbertino dalle colonne di ghisa e dai lucernai ottagonali. Incontriamo Stefano Romiti, vice-direttore di questa immensa libreria, chiedendogli subito cosa la differenzia dai grandi megastore librari presenti in molte città italiane. «La principale differenza sta nel tipo di volumi offerti. La nostra libreria non si limita al nuovo, offrendo al lettore un’ampia sezione di titoli usati a metà prezzo. Ci rivolgiamo così sia al lettore in cerca del fuori catalogo, sia a chi non ha fatto in tempo ad acquistare un titolo che ha avuto una presenza troppo breve sullo scaffale.»  Con lo stesso obiettivo IBS Bookstore offre uno spazio importante alle piccole e medie case editrici, garantendo loro una maggiore visibilità.
La libreria sta puntando molto anche su tolino, e-reader di produzione tedesca concorrente di Kindle, che IBS offre ai suoi lettori dallo scorso novembre. Stefano Romiti ci dice che vengono molte persone interessate a questo strumento e non sono solo i giovani. Anzi molti lettori forti di età matura vogliono provare questo nuovo e-reader per tentare di superare il gap tecnologico che li allontana dall’e-book e ridurre lo spazio occupato in casa dalla propria libreria “fisica”, magari vendendo proprio alla IBS i libri che desiderano mantenere solo in formato elettronico.  

Vi aspetto domenica prossima per continuare a scoprire insieme le migliori librerie di Roma.  


domenica 11 gennaio 2015

Le migliori librerie di Roma – parte prima

Classifiche sulle migliori librerie d’Italia e di Roma ne sono state stilate tante. La fine d’anno è momento propizio per piluccare vecchi articoli, dargli una bella spolverata e ripubblicarli.
Visto che l’anno ormai è iniziato, proviamo a fare qualcosa di diverso. Proviamo a costruire un percorso che ci faccia conoscere sì le librerie, ma anche i librai, perché ogni lettore ha il suo libraio d’elezione, quello che impara a conoscerlo e ha il coraggio di metterne alla prova il gusto con titoli che mai il lettore avrebbe pensato di valutare, tanto meno di leggere. Librai con cui discutere per mezz’ora su un personaggio per decidere del suo valore, per poi lasciare in sospeso il giudizio e ritentare con un'altra opera dello stesso autore. A Roma di librerie, dotate di librai di tal guisa, ne abbiamo ancora e allora proviamo a conoscerle meglio. 
Per la nostra prima incursione ho scelto Libri Necessari, piccola e appartata (quasi nascosta) libreria del centro storico, nel cuore del Rione Monti, in quella via degli Zingari che prese il nome dall’insediamento e dalla successiva integrazione delle carovane di zingari che arrivavano numerose a Roma nel Seicento. 
A presidiare questi 30 mq in cui sono stipati, come in un tetris letterario, ben 5.500 volumi fra nuovi e soprattutto vecchi e antichi testi (volumi usati e di difficile reperibilità sono la specialità della casa fin dalla sua fondazione) c’è Michelle Müller. Lettrice da sempre e libraia da più di un decennio, basta parlare pochi minuti con Michelle per sentire la passione e l’amore per l’oggetto libro che sedimenta dietro ai suoi grandi occhi, pronti a percepire e fare proprio il minimo accenno di interesse per un autore o un volume. 
Michelle ci racconta che la libreria è nata 13 anni fa per garantire al lettore impotente (ossia incapace di scrivere da solo le storie che vorrebbe leggere) un approdo sicuro per soddisfare la dipendenza da narrazione. 
Il nome della libreria, Libri Necessari, nasce dall’opera dell’editore Gianni Borgo, venuto a mancare proprio nel periodo in cui Michelle aprì la sua libreria. Borgo aveva deciso di pubblicare con la sua casa editrice (la Instar di Torino) solo sette libri l’anno, solo i libri in cui credeva e che riteneva davvero necessari per i suoi lettori. «La mia libreria - ci dice Michelle - nasce con la stessa idea: offrire a chi la frequenta i libri che ritengo necessari, anche se non sono più pubblicati o sono apparsi nel panorama letterario per un tempo molto breve. Per questo non c’è una specializzazione di genere, ma tante rarità, prime edizioni e fuori catalogo.»  
Michelle i “suoi” lettori li conosce personalmente, con lei vanno a bere una birra e da lei vanno per chiacchierare di libri, letteratura e testi introvabili che poi Michelle ritrova. Lettori per cui a volte Michelle chiude la sua piccola libreria, in modo da poter parlare con loro in tutta tranquillità, protetti dai volumi che sembrano strattonarsi gli uni con gli altri sugli esili ripiani bianchi, pur di ascoltare quello di cui gli esseri umani davanti a loro stanno parlando.  
Anch’io avrei voluto essere uno di quei volumi, quando Michelle ha chiuso la libreria dietro di me per chiacchierare con un lettore che proprio non poteva aspettare per ritrovare il suo libro sperduto. 

A domenica prossima per continuare il nostro viaggio fra le librerie e i librai di Roma.