Jonathan Coe torna a Milano per la settima edizione di BookCity
I libri hanno ricamato i bordi di tutta la mia vita. Da quelli a forma di nuvola della pre-adolescenza, gonfiati dalla fantasia di Kipling, Dumas e Verne, a quelli vivi dell'adolescenza, scheggiati da Dostojevski, Hesse, Dickinson , Leopardi , Pavese, Poe, Majakovskij, Kafka fino all'età adulta con Coetzee , Safran Foer , Solzenicyn, Woolf, Vonnegut, Cunningham, McCarthy, Coupland, Bishop, Capote, Thomas, Calvino , Mann, Murakami , Piperno, Tabucchi & C. dove i bordi hanno cominciato a prendere forme proprie, forse incoerenti le une con le altre, ma necessarie per portarmi dove sono adesso: a cercare di capire cosa c'è fuori e dentro quei bordi. Un 'bordo' cui tengo particolarmente è La casa del sonno di Jonathan Coe . Non solo perché mi portò alla scoperta di questo caleidoscopico autore, che fa della debolezza il punto di forza dei suoi personaggi, ben sapendo che questo porterà loro dolore e scomode scoperte che gli garantiranno però occhi ...