domenica 14 aprile 2013

Nessuno, nemmeno la pioggia, ha così piccole mani


Vi ricordate il film di Woody Allen Hannah and her sisters (Anna e le sue sorelle)? Fu uno dei più grandi successi del poliedric-nevrotic-affubulator-genial regista, sceneggiatore e attore americano e raccontava la storia di tre sorelle nella Manhattan anni ’80 (il film è del 1986). Hannah, donna praticamente perfetta (“È duro avere accanto una che dà tanto e ha bisogno di così poco". Le dirà suo marito Elliott, scaricando sulla solidità e sicurezza della moglie la responsabilità del proprio tradimento), cerca di tenere insieme la sua famiglia, rispondendo alle richieste di tutti, per poi essere accusata di godere delle difficoltà altrui. Uno dei flussi narrativi è incentrato su Elliott che si invaghisce della sorella di Hannan: Lee, spirito libero e irrisolto. In uno dei suoi appostamenti per corteggiarla, Elliott si trova con Lee in una libreria di New York, di quelle che chi ama leggere spesso invidia alla New York alleniana, ossia una di quelle zeppe di libri fino all'inverosimile, incastrati in orizzontale e verticale in ogni scaffale e angolo disponibile, dove è possibile piluccare per ore senza che nessuno ti infastidisca, dove è possibile trovare una prima edizione delle poesie di E.E. Cummings vicino ad "un’economica" di un romanzo di fantascienza di Kilgore Trout. Un posto in cui la poesia potrebbe essere sparsa in un’intera ala e non venire compressa in un mezzo scaffale. Un posto in cui Elliott troverà il coraggio di dichiararsi a Lee proprio attraverso una poesia di Cummings (Somewhere I have never travelled[1], di cui riportiamo a fine post l’estratto) che Lee leggerà la notte dell’incontro, sussurrandola. 

Beh, in un posto simile mi sono imbattuto qualche settimana fa, il fatto che fosse una libreria itinerante (ossia una bancarella), non ha fatto che aumentare la mia curiosità. E poi, come è accaduto a Elliott (ma senza Lee), tra una vecchia raccolta di Dylan Dog e un libro sul fascismo, ho visto spuntare due piccoli libri tenuti insieme da un elastico. Fuoriuscivano già per metà dallo scaffale in cui erano stati spinti a forza e da cui i loro “vicini” ora stavano tentando di espellerli. Per i "reietti" ho sempre avuto una passione, quindi mi sono affrettato a salvarli, trovandomi fra le mani una imprevedibile e completa raccolta di poesia americana dal 1850 al 1950 in due volumi, in cui, fra le varie chicche tradotte in italiano con testo originale a fronte (Frost, Stevens, Crane, Barnes), c’era anche la poesia di E.E. Cummings usata da Allen per il suo film. Eccoci quindi al motivo di questo post: condividere con voi il testo di Cummings e magari spingervi a soffermarvi davanti a una bancarella da cui un altro “reietto” è in attesa di cadervi fra le mani.
Prima di lasciarvi alla lettura dell’estratto della poesia di Cummings (lo stesso Cummings che ha abitato a Patchin Place nel Greenwich Village nella Manhattan tanto amata da Allen), vi chiedo di assaporarne ogni verso mentre ascoltate I’ve heard that song before suonata da Henry James e la sua orchestra, con la voce di Helen Forrest, pezzo utilizzato da Woody Allen proprio per Hannan e le sue sorelle
Chissà se il film sarebbe piaciuto a Cummings?

(non so che cosa sia di te che chiude
e schiude, ma qualche cosa dentro di me comprende
che la voce dei tuoi occhi è più profonda di tutte le rose)
nessuno, nemmeno la pioggia, ha così piccole mani. [1]    

[1] Somewhere I have never travelled (In un luogo dove non ho mai viaggiato) – Dalla raccolta Poesia Americana 1850-1950 a cura di Carlo Izzo (Garzanti editore – 1971).

1 commento:

  1. Fa venire voglia di leggere subito il resto della poesia.
    Lo sento spesso citare Cummings, ma poi nessuno cita i suoi versi...
    Luca

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