sabato 29 maggio 2010

Una Parola un Verso - quinta settimana - "Aggressività"

Aggressività s.f. [der. di aggressivo] -
1. l'essere aggessivo; impetuoso, violento. 2. in psicologia ed etologia, tendenza istintiva, ipotizzata come causa di comportamenti caratterizzati da minaccia e attacco.


Quanta aggressività si nasconde in pochi metri?


Mentre scappate verso un luogo separato dal mondo, dove la priorità è figlia dell'assurda teoria che il centro dell'universo si sia rifugiato in un cubicolo di sensi spezzati e azioni ripetitive, vi troverete a sorpassare cumuli di aggressività solidificati in parvenze di esseri umani.

Li vedrete, mentre corrono verso di voi, davanti a voi, ipnotizzati da cuffiette bianche o auricolari fantasma, discutendo con se stessi, attancandosi, minacciandosi, percuotendo l'aria che avrà osato frapporsi fra loro e l'ingiustizia che sembra attenderli ad ogni falcata.
Se li sfiorerete, saranno pronti a saltarvi addosso con parole acuminate, allora il corpo sussulterà e voi proverete la paura della mortificazione e la rabbia dell'inerzia.
Poi scatterete. Pronti a combattere, a difendere il nulla che già si insinua fra voi e il loro corpo, che già invade i vostri confini.
Vi odiano, si odiano. Diversi vorrebbero essere, eppure, se qualcuno oserà toccarli, gli salteranno alla gola, oscurati dal livore generato da una leggera spinta, un semaforo non rispettato, una precedenza mancata o un sorriso troppo disteso a cui sono stati costretti ad assistere.

Oserete allora toccarli?
E' qui, intorno a noi, è in noi
e spinge.


lunedì 24 maggio 2010

Una Parola un Verso - quarta settimana - "Fretta"

frétta s. f. [der. di frettare, dal lat. *frictare «fregare»]. – 1. Necessità o desiderio di fare presto: ho f. d’arrivare, di finire; nella f. di uscire, ho dimenticato le chiavi; mettere f., fare f. a qualcuno, sollecitarlo, incitarlo a far presto.
2. Rapidità nei movimenti, negli atti: la fretta Che l’onestade ad ogn’atto dismaga (Dante);




Fuliggine che cova, aggrappata al tempo,

sminuzza rinunce, trasformandole in promesse di nuove libertà.


Truccata e fotocopiata, ci percorre, libri tattili dal protagonista incerto.


Si fa inseguire, pregare, assaporare, mentre è lei a spingerci oltre la nostra volontà.


È finita.


Si è dissolta dietro la parete vuota che difende l’ascolto.


Dietro c’è la nostra sedia, è sempre stata lì.

giovedì 20 maggio 2010

Prendilo, Tienilo e Mai Più

Cosa si intende per diversità?
Ne esiste una sola definizione? E' una caratteristica necessaria per uno scrittore?
Preferiamo essere un rassicurante "Prendilo" o un fedele "Tienilo", piuttosto che un avventuroso "Mai Più"?
Oggi è uscito un mio post sul blog "sulromanzo" che cercherà di rispondere a queste domande e a farvene porre molte altre.
Seguite il link al titolo del post e fatemi sapere cosa ne pensate.

domenica 16 maggio 2010

Una parola un verso - terza settimana - "Furbizia"

Furbìzia s. f. [der. di furbo]. – L’esser furbo (è lo stesso che furberia, ma indica in genere maggiore sottigliezza).

Furbo agg. e s. m. (f. -a) [voce di origine gergale, di provenienza ignota]. – Accorto nel fare il proprio tornaconto, nell’evitare di cadere in inganni e tranelli e nel cavarsela da situazioni imbrogliate o pericolose; Dim. furbétto (v.), furbacchiòlo; accr. furbacchióne (v.), furbóne; pegg. furbàccio.


Supponente dote italica, che ci spinge a prevaricare il debole, aggirando la legge del forte, in nome di un’adattabilità che è divenuta sinonimo di spregiudicatezza ed inaffidabilità.
Siamo pronti a tutto pur di ottenere il nostro piccolo tornaconto, ma senza schierarci, senza difendere le nostre idee in pubblico e tanto meno persistere nella loro attuazione quando il contesto appare ostile. Una mandria di “furbacchioni e furbacci” che sono divertenti a piccole dosi, ma che i non italiani preferiscono tenere lontani dai bambini, per non correre il rischio di far germogliare altri “furbetti”.

domenica 9 maggio 2010

Una parola un verso - seconda settimana - "Verità"

verità s. f. [lat. vērĭtas -atis, der.
di verus «vero»].
1. Carattere di ciò che è vero, conformità o coerenza a principî dati o a una realtà obiettiva; 2. Ciò che è vero (contrapp. a falsità, bugia, menzogna, errore): In partic.: a. Relativamente a determinati fatti: sapere, conoscere, ignorare, cercare, scoprire, appurare la v.; b. Affermazione o conoscenza rispondente a un concetto superiore e ideale del vero; c. Ciò che è vero in senso assoluto;




Verità

Quella che desideriamo, quella che ci creiamo, quella che ci lanciano addosso gli altri, quella che vendiamo e compriamo, quella racchiusa nel ripostiglio degli occhi, quella troppo veloce e scontata, quella che non accettiamo, con cui ci arrabbiamo, quella che tutti pensano di custodire e non sanno riconoscere, quella che esplode addosso guardando un granello di sabbia, quella che aspettiamo, come se dovesse cadere dal cielo, morbida e leggera, invece di sgretolare il terreno su cui ci nascondiamo, quella che spanderete voi rispondendo al mio richiamo.


lunedì 3 maggio 2010

Una parola un verso - prima settimana - "Liberare"


liberare v-tr [dal lat. liberare, der. di liber "libero"]

a. rendere libero, restituire alla libertà; b. per estensione, salvare da pericoli, da un male, sotrarre a danni; c. rifl. acquistare la libertà, sotrarsi, sciogliersi, disimpegnarsi; d. rifl. di cose, liberare la casa dai topi; e. in fisica, liberare energia, renderla disponibile.


Eccoci cari imagisti, sebbene con un giorno di ritardo causa problemi tecnici, vi propongo la prima parola, scelta come viatico simbolico della nostra avventura.

Mi sembrava la più adatta a farvi partire.

Sopra trovate un estratto di ciò che propone il vocabolario alla voce "liberare".

A voi ora la parola, in assolutà "Libertà".

Io intereverrò in corsa.