giovedì 13 agosto 2009

In attesa della trama...passiamo al blu

Salve carissimi "imagisti" o "imagonauti", posso osare due neologismi?

In attesa dei post che state ideando mentre vi arrostite al sole, intrappolati come sardine su spiagge superaffollate, con il vostro inseparabile ipod che tenta disperatamente di sottrarvi alle urla dei bambini che hanno deciso di giocare a pallone proprio intorno al vostro telo, imago non si ferma.
Come tutte le fucine di idee è costantemente in movimento, in trasformazione.
Per questo, al vostro rientro dalle vacanze, ben sapendo che la prima cosa che farete è andare a vedere cosa è successo su imago2.0 (almeno io devo crederci…), ho deciso di farvi una piccola sorpresa: un cambio di colori.

Ricordando che il cambiamento è alla base di tutte le innovazioni e che, come ci insegna Voltaire o Madonna (a seconda della scelta che preferite fare delle vostre icone), la ricerca di una strada diversa di comunicazione con le persone va sempre perseguita, ho pensato di inserire l’immagine ed il colore più adatti all'approccio che dovremmo avere come generatori di immaginazione: guardare in un'altra direzione. Spesso diametralmente opposta a quella in cui guarderemmo naturalmente, un territorio inesplorato e apparentemente poco rassicurante, indefinito, eppure così vicino a noi da diventare a volte imbarazzante.


Proprio ora, mentre cercate di evitare che il cane della signora dell’ombrellone vicino al vostro si impossessi delle vostre infradito e/o che suo figlio trasformi la vostra sdraio in un fortino di sabbia compressa, siete già in territorio inesplorato e non ve ne rendete conto.
Chi è la signora vicino a voi, che storia avrà, perché è così morbosamente attratta dai suoi cruciverba? E perché portare decine di riviste dedicate a questo sport mentale per una sola giornata di mare, sparpagliandole intorno alla sua sedia, fino a straripare sotto il vostro ombrellone?
E l’uomo che sta vicino a lei? Avete notato che in due ore non emesso un fiato? È rimasto immobile, come schiantato sulla sua sdraio, privo di forze, di vita. E’ infelice? Nervoso? Intimorito dalla retorica della donna che gli siede accanto, creatrice di cruciverba per riviste specializzate?
Guardatelo meglio, forse non ci avete fatto caso, ma circa ogni cinque minuti tenta di far sparire una delle riviste della donna, cospargendola di sabbia con la mano destra. Un gesto veloce, inaspettato, come se una pietra, una montagna, un oggetto a cui siamo abituati per la sua staticità compisse l’impossibile, per poi tornare alla sua immobilità. Il suo volto non muta espressione, i suoi occhi non tradiscono l’azione, nulla è avvenuto eppure qualcosa è cambiato.
Nessuno sembra farci caso, ma lì, proprio vicino a voi, c’è già una trama, una storia, pronta ad essere scoperta.
E allora che aspettate?
Attendo vostre.

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