sabato 9 gennaio 2010

Viaggiatore o Turista, una sfida inutile?

Spesso vi ho incitato a viaggiare, a girovagare per sentieri narrativi inesplorati, magari iniziando a seguire qualcuno di più esperto. Lo “scrittore sherpa”, a cui affidarsi da lettore impavido, meravigliandosi per la sua perizia, la scelta coraggiosa di una metafora, la privazione dagli aggettivi più comuni che ci infligge, scrutando curiosi la sua scelta, mettendola in discussione, per poi replicarla, osandone cambiare il disegno ma non l’obiettivo: la scoperta di una nuova via per comunicare.


Tornando da un periodo vacanziero, in cui l’effettiva “vacanza”, ossia l’essere libero dal tempo sgarbato e frettoloso con cui spesso ci accompagniamo, sembra non compiersi mai appieno, rinasce sui giornali il blasonato dilemma fra l’essere Turista o Viaggiatore. Il primo costantemente annoiato, sgarbato, intollerante, così ansioso di vedere, immagazzinare, da non avere tempo di scoprire altro da se stesso. E il secondo, il Viaggiatore, lo spirito libero, che non prenota, non pianifica, non infilza soluzioni banali per popoli di cui ha malapena sentito parlare. Colui che non ha tempi a cui adeguarsi, ritorni obbligati a cui pensare, budget in cui rientrare, figli da rincorrere, distrazioni, pensieri diversi dal suo stesso viaggio. Solo quest’ultimo, a giudizio di molti opinionisti e autoreferenziali esperti, avrebbe diritto a spostarsi in cerca di un altro mondo da aggiungere e sovrapporre al proprio. Il Turista dovrebbe rimanere rinchiuso nel recinto dei viaggi organizzati, sbeffeggiato e incapace di vedere.




Non so come la pensiate sull’argomento e quanto vi riscopriate nell’uno o l’altro modo di “spostarsi”, probabilmente in un amalgama di entrambi. Ciò che è interessante per me in questa diatriba è spostarla in campo letterario. Quanti lettori Turisti esistono? Coloro che scelgono per poter dire di aver letto questo o quell’autore di culto. Per poter criticare o osannare, senza mai mettersi in gioco, senza chiedere al loro sherpa di guidarli in un territorio inesplorato, di scuoterli, riempirli di dubbi, lasciandoli diversi e perplessi. E i lettori Viaggiatori? Guidati dal piacere, dalla sensazione di calore che solo un buon libro sa donare. Solcati da nuove idee, sempre sorpresi dagli spiragli di esistenze che una manciata di macchioline scure riesce a mostrare. Coloro che cercano e perciò leggono. Coloro che non permettono a nessuno di distrarli, di interrompere quel succoso flusso di idee a cui non sanno sottrarsi.




E voi? Riuscite a dividere il Turista dal Viaggiatore?

7 commenti:

  1. Turista o Viaggiatore letterario?
    la sfida è aperta...

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  2. Allora? Possibile che il tema non vi intrighi?
    SOno sicuri che molti di voi si sentono "lettori viaggiatori" e non "lettori turisti", ma quanto è sottile la differenza?
    Pierfrancesco

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  3. il tema intriga altro che....è che il ritorno alle normali attività dopo le vacanze ceh assorbe il tempo per elaborarlo...
    partiamo con ordine...
    turista o viaggiatore...parlandone in senso proprio, tutti amiamo definirci viaggiatori, tutti disprezziamo i turisti, le masse, le comitive trascinate quasi di peso da una località all'altra, da un negozio di souvenir all'altro....
    tutti vorremmo essere viaggiatori zaino in spalla alla scoperta di emraviglie sconosciute...

    ma...

    ma...

    1. non tutti possono (per soldi, tempo, perchè no, paura, ignoranza - nel senso ad esempio di sapere solo la propria lingua - età) partire alla conquista del mondo inesplorato.... ma già il fatto di essere curiosi di un mondo diverso è un buon segno...
    e allora ben venga francorosso o chi per lui, che organizza il viaggio finanche nell'ora di andare in bagno.
    sta poi al singolo guardare al luogo con occhi diversi....on curiosità, umiltà, cercando di apprezzarne la diversità...

    lo stesso per chi si definisce viaggiatore e magari prende per buona qualsiasi cosa, purchè esotica, o sa già prima di partire quali emozioni proverà alal emta...
    saprà che il deserto sarà magico (e non ammetterà mai di esserne deluso), saprà che il tempio della montagna xy sarà un'oasi di spiritualità...anche se il monaco fino a un minuto prima stravaccato su una panca chiederà la mancia per farsi scattare una foto in posizione ieratica.
    saprà già che gli occhi dei bambini lo ringrazieranno della sua "generosità" in caramelle o monetine, ignorando che volterà le spalle alla loro vita, o darà loro dei soldi per fotografarli, perchè l'idea che una fotografia rubi l'anima è medievale, ignorando che se quello è un loro principio è giusto rispettarlo, perchè domani, dietro compenso in denaro, qualcun altro potrebbe chiedere loro di più....

    a me, quando viaggio, piace sentirmi viaggiatrice e turista al tempo stesso.
    mi piace approdare a un luogo in un modo (il mio) per partirne diversa, fosse anche solo polverosa o delusa, o con una riflessione in più.

    lo stesso nei libri, per i quali sono molto istitntiva. ho i miei autori preferiti, certo, a volte leggo un libro spinta dalla foto di copertina, da un consiglio, da una recensione (positiva o negativa), attirata dal titolo o dalla trama...a volte lo scelgo anche solo perchè, al mio passaggio in libreria, è caduto urtato da un passante davanti a me, come a voler attirare la mia attenzione.

    ma per ogni libro è ogni volta una sorpresa.
    così posso essere tradita da uno dei miei autori preferiti, o sorpresa da una scoperta causuale.
    e così un libro può catturare la mia attenzione e rendere bianceh le mie notti, o anceh finire nella borsa come libro da leggere se rimango chiusa in ascensore o ferma nel traffico, senza voglia a a tempo perso.

    ogni libro è come....una storia d'amore...
    ci si incontra o scontra per qualunque motivo, assolutamente casuale, ci si conosce, ci si scopre....e alla fine la storia può essere appassionata, noiosa, piena di tradimenti o di fedeltà incondizionata, lunga o hciudersi dopo poco...

    non lo so se sono turista o viaggiatrice nella lettura...
    mi piace pensare di essere "innamorata"
    :-)

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  4. a dirla tutta io per la verità mi sento assolutamente "VIANDANTE".
    Antonella

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  5. Ora si vi riconosco, miei cari imagisti.
    Il testo di Giulia mi fa riflettere: quanti libri mi hanno imposto il loro modo di viaggiare e quanti mi hanno lasciato libero di trovarne uno nuovo fra le loro pagine?

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  6. Pierfrancesco, il tema è interessante ...metto un posto quando torno (sto partendo ..ma non per turismo..!)magari potrebbe essere intrigante il mio commento sulle missioni croce rossa ...cioè viaggiatore volontario o volontario viaggiatore?

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  7. Turista e viggiatore sono grossomodo sinonimi Tranne il caso di chi viaggi per lavoro.
    Quello che cambia di solito è che chi si definisce viaggitore è più fanfarone.

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