domenica 18 luglio 2010

una parola un verso - ottava: "calore"

calóre s. m. [lat. calor -ōris, der di calere «essere caldo»]. – 1. La sensazione determinata dalla vicinanza o dal contatto del corpo umano con un oggetto o con un ambiente caldi. 2. In biologia e in medicina, c. animale, quello proprio degli animali omeotermi, derivante dai processi metabolici; colpo di c. 3. Con riferimento alle femmine degli animali, spec. mammiferi, il complesso delle manifestazioni legate all’estro (eccitamento sessuale, ricerca del maschio, ecc). 4. fig. Fervore, ardore, entusiasmo, manifestazione intensa degli affetti: il c. dello sdegno.



Calore.

Che spinge sulle nostre gambe, sino alle spalle,

stringe sudore intorno al collo,

svela insofferenza in ogni desiderio,

vela gli occhi, ottura le orecchie,

appiccica i capelli e riscende, insopportabile, scure rovente sui nostri pensieri,

riducendoli a ricordi dal retrogusto amaro.



Ci schiaccia, ci odia, ci fa odiare.



Scappare, pensiamo solo a fuggire,

dove la notte può arrivare,

dove il letto, graticola di sensi distratti, ci rotola avanti e indietro senza aspettare.


Sparire, si potesse sparire in un respiro fumoso di freddo contatto.

Calore, ancora,

su cui sbriciolare volontà e sedurre piaceri.

Non posso più osservare il calore che monta sulla pelle.

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