domenica 3 agosto 2014

Accordo Messaggerie/Feltrinelli. L’opinione di un editore.


La notizia è di due settimane fa: Feltrinelli e Messaggerie Italiane hanno ufficializzato un’intesa per la distribuzione che potrebbe cambiare drasticamente l’intero sistema editoriale. La joint venture Feltrinelli/Messaggerie controllerebbe la distribuzione di 70 milioni di volumi su base annua unendo Messaggerie Libri, Fastbook e Opportunity (che fanno riferimento a Messaggerie) alla realtà Pde (che fa riferimento a Feltrinelli). Alberto Ottieri (AD di Messaggerie) ritiene che questo accordo «aiuterà i piccoli editori indipendenti e anche le librerie ad avere servizi più efficienti.»

Ne parliamo con Giulio Perrone, editore e fondatore della Giulio Perone editore
Cosa ne pensa di questo accordo? Cosa cambierà nella realtà editoriale italiana e quali vantaggi porterà alle case editrici?

Penso sia importante capire quanto spazio, in concreto, questo nuovo soggetto vorrà dedicare alle proposte indipendenti. Non utilizzo la rete distributiva di Messaggerie, ma ritengo che qualsiasi sforzo per favorire il pluralismo e la diversificazione dell’offerta culturale è ben accetto.
Aspettiamo le iniziative che metteranno in campo per giudicare.

Uno degli aspetti che l’AD di Messaggerie ha enfatizzato è la possibilità, grazie a questa join venture con Feltrinelli, di potenziare l’accesso al mercato per le case editrici indipendenti. Sandro Ferri, direttore delle edizioni e/o, ha fatto notare come in questo modo verrà meno anche la competizione fra i due grandi attori della distribuzione in Italia e con essa la possibilità di scelta per gli editori. Qual è il suo punto di vista?

Condivido le perplessità di Sandro Ferri perché ritengo che la competizione fra più soggetti favorisca sempre la diversificazione e la crescita di un mercato, ancor più se si tratta di quello editoriale. Per le case editrici medio-piccole esistono comunque delle possibilità alternative. Io lavoro da dieci anni con un distributore indipendente (ALI) con cui mi trovo molto bene, soprattutto per l’attenzione costante che mostra nei confronti del lavoro degli editori e degli autori.  

Questa alleanza nasce anche per fronteggiare la sfida commerciale di realtà come Amazon, puntando a valorizzare il libro fisico rispetto all’e-book. Pensa sia la strada migliore? Amazon ha lanciato da poco un abbonamento a meno di dieci dollari/mese che permette di accedere illimitatamente alla sua immensa libreria digitale. Esiste davvero per una realtà italiana la possibilità di competere ed è utile farlo?

Amazon ha pregi e difetti come ogni realtà esistente sul mercato. Non è tanto una sfida fra libro fisico ed e-book, quanto la capacità di prendere il meglio da entrambe le opportunità di diffusione di un contenuto. Il problema centrale resta quello dei lettori: come facciamo a farli interessare e affezionare a un progetto editoriale? Come possiamo davvero ampliare la platea di lettori cui rivolgerci, offrendo loro al contempo uno strumento di crescita? Come garantire loro l’attenzione differenziata che meritano? La distribuzione è stata e dovrà sempre essere uno strumento che aiuti l’editore nel garantire il miglior servizio possibile ai lettori. 


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