Libri usati e librerie: un’unione superata?

Libri usati. Tutto parte dalle file. Il mio portone affaccia sull'ingresso secondario di una grande libreria di Roma che da anni ha fatto della vendita dell’usato un punto di forza. Al piano su strada le distese di libri immacolati con quell'amabile odore di colla pressata e carta compattata in brossura, nel seminterrato un’altra distesa meno odorosa e ordinata, ma decisamente più intrigante, almeno per chi fa della caccia al libro dimenticato una piccola gioia. In questi giorni davanti alla “mia” libreria si è formata la consueta  fila settembrina: decine e decine di persone che prima dell’apertura si affollano a staccare un numeretto dall'erogatrice posta fra la vetrina e la grata a maglie larghe della saracinesca. Tanto che a guardarle non si crederebbe alle dolorose statistiche di consumo librario che ufficializzano per l’Italia l’ennesimo calo di lettori (dal 46% al 43%  nell'ultimo anno, per un totale di 24 milioni di lettori). A osservarle con attenzione però ci accorgiamo che alcune persone hanno in mano una lista e altre invece una pila di libri. La scuola è iniziata da poco e con essa l’ansia da libro di testo. La libreria funziona da luogo di scambio fra chi cede i propri libri e chi ne ha bisogno, in cambio si paga alla libreria il suo piccolo guadagno. Questa fila però potrebbe avere i giorni contati. Una studentessa universitaria ha inventato una piattaforma (PickMyBook) che offre lo stesso servizio della “mia” libreria su scala nazionale. Basta inserire il libro usato che si cerca e il sistema offrirà le possibili alternative disponibili, partendo da quelle geograficamente più compatibili con la residenza dell’acquirente. Con PickMyBook non c’è spedizione del libro, come invece avviene su Amazon o e-Bay, ma semplicemente connessione fra acquirente e venditore, che poi dovranno darsi appuntamento per scambiare libri con soldi. A differenza della “mia” libreria però il servizio PickMyBook è gratuito e ciò rende ancor più appetibile questo sistema, per ora concentrato su libri scolastici e saggistica, ma già capace di offrire un po’ di narrativa. Che farà ora la “mia” libreria?


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