domenica 7 dicembre 2014

Più libri più liberi - La picolla e media editoria si mette in mostra


Più libri più liberi, fiera nazionale della piccola e media editoria, è arrivata alla sua tredicesima edizione (a Roma dal 4 all'8 dicembre, con oltre 350 espositori e decine di migliaia di volumi) e non vuole credere alla sfortuna che i mediterranei associano al fantomatico numero “13”. Certo l’anno che si sta chiudendo non è stato dei migliori per l’editoria: perdite sia in termini di numero di copie vendute che di valore, contrazione delle filiere per genere e formato, una piccola speranza per la narrativa di genere (soprattutto per quella dedicata ai bambini under 14) e decisa volontà nel credere che l’e-book prima o poi riuscire a smuoversi da quello striminzito 3% del mercato editoriale. 

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Nel frattempo Amazon procede a colpi di sconti e di battaglie legali la sua marcia per la conquista del mercato editoriale globale, realtà indipendenti come IBS provano a accordarsi con Tolino (progetto di e-reader tedesco nato dalla tecnologia Deutsche Telekom) per fare concorrenza a Kindle e i piccoli editori si trovano sempre più di fronte a monopoli, di nome o di fatto, lato distribuzione.


Insomma l’editoria italiana sembra assomigliare sempre più a un palloncino colmo di lamentele, speranze infrante e litigi, in cui i 60.000 titoli pubblicati in Italia ogni anno annaspano senza sosta alla ricerca di un lettore. Lettore che alla fine potrebbe fondere il suo smarrimento per questa colata di pubblicazioni (cui spesso gli è impossibile arrivare anche se volesse) in un immenso spillone e lasciare tutti a terra.

Dopo aver cercato di trasformare il lettore in consumatore per poi stupirsi che di fronte alla crisi economica abbia deciso di tagliare i consumi, forse è il momento di allettarlo con qualcosa di più di una studiata copertina o un nuovo marchio, magari è tempo di offrirgli qualcosa di interessante da leggere che però sia possibile trovare nelle librerie, virtuali o di mattoni che siano. E lo so che in molti non saranno d’accordo, ma potremmo pensare a pubblicare un po’ meno per aver il tempo di promuovere e far conoscere ciò che si pubblica.


Più libri più liberi saprà evitare gli spilloni roventi dei suoi visitatori? 


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