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L’età straniera in cui siamo tutti immersi

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Poco meno di due anni fa usciva per Einaudi  Exit West   dello scrittore pachistano Mohsin Hamid. Il romanzo immagina l’esistenza di porte segrete sparse per il mondo che permettono al fuggitivo che le oltrepassa di materializzarsi in un altro luogo, lontano dalle guerre e dagli orrori in cui vive.  Un posto dove poter ricominciare, come se l’orrore potesse generarsi da sé e non dalle scelte che ogni uomo difende. Leggendo il nuovo romanzo di Marina Mander ( L’età straniera - edito da Marsilio e nella dozzina di attuali candidati al premio Strega) mi è tornato alla mente il romanzo di Hamid per la stessa capacità di costringere il lettore a porsi domande scomode sulla possibilità (e voglia) di difendere la diversità, anche a costo di scoprirla inaccettabile per il proprio sistema di valori.  L’età straniera  è lastricato di prese di posizione che metteranno in difficoltà anche i sostenitori dell’accoglienza che oggi, come me, si sentono mal rappre...

Il Cyrano di Edmond Rostand e di Alexis Michalik

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Ci sono serate in cui il cuore si libera dai suoi ormeggi e scala le parole che ci ronzano nella testa, sollevandosi ben più in alto di noi. Da lì ci guarda e ride, di gusto.  È questa la sensazione che ho provato uscendo da un vecchio cinema di Milano dopo aver assistito alla proiezione di Cyrano mon amour , pirotecnica ricostruzione delle tre settimane in cui uno scrittore pressoché sconosciuto (Edmond Rostand) scrive una delle pièce teatrali più rappresentate e amante del mondo: Cyrano de Bergerac. È il 27 dicembre del 1897 e il teatro non sarà più lo stesso.  Conosciuto solo per i suoi fallimenti (testi in versi dalla fine tessitura, ma incapaci di raccogliere l'interesse del pubblico), Rostand riesce a guadagnare la stima della grande Sarah Bernhardt che lo raccomanda all'attore Constant Coquelin, attore della Comédie-Française in declino bisognoso di una commedia con cui passare alla storia. Questo l'incipit carico di eventi da cui parte Alexis Mi...

Lezioni a uno scrittore di Juan Mayorga

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Manuali di scrittura creativa e di storytelling, gli scaffali delle librerie sono pieni di questi volumi dalla copertina splendente e dalle promesse mirabolanti. Comprateli pure, ma se volete un corso accelerato di scrittura, provate a leggere i testi di Juan Mayorga . Drammaturgo spagnolo, che ha fatto dello scavo nella mente dei suoi personaggi la sua vocazione, nel testo Il ragazzo dell'ultimo banco, in questi giorni messo in scena al teatro Piccolo di Milano da Jacopo Gassmann, racchiude tutto quello che c'è da sapere sulla scrittura e sulla sua compagna indissolubile (la lettura). Un professore di liceo ( German ), convinto che la sua vita sia un fallimento contornato da studenti che non lo ascoltano e non sanno (né vogliono saper) scrivere, si imbatte nel tema del ragazzo dell'ultimo banco ( Claudio ). Un diciassettenne  che sembra narcotizzato durante le sue lezioni, lo sorprende con un racconto in cui descrive il suo appostamento davanti alle finestre dell...

Il regno della Fedeltà di Marco Missiroli

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Un lettore sa che i déjà-vu (pardon déjà-lu) è merce comune in un romanzo, gli scrittori sono prima di tutto dei lettori, ne va della qualità delle loro storie, è quindi normale che in esse il lettore più onnivoro ritrovi situazioni e dinamiche già incontrate. Il valore del romanzo sta nel ‘come’ queste storie verranno narrate, da quale punto di vista e con che stile.  Questa regola non trova un’eccezione del romanzo di Marco Missiroli  Fedeltà  (edito a febbraio da Einaudi). Sebbene supportato da un interessante incipit corale, grazie al quale il lettore sorvola, come un drone di cui non ha il controllo, alcune delle storie e gli interrogativi in cui l’autore lo farà entrare nel corso della narrazione secondo una struttura da lui blindata, la trama scivola rapidamente in una serie di dinamiche marito-moglie-amante che abbiamo incontrato decine di volte nella nostra storia di lettori.  Non ci sono sorprese in questo romanzo, colpi di scena, ribaltamenti...

Eleanor Oliphant sta benissimo, siamo noi a non poter più vivere senza di lei

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Un libro da non finire mai. È questa la sensazione che pervade il lettore alle prese con  Eleanor Oliphant sta benissimo  di Gail Honeyman (edizioni Garzanti – traduzione di Stefano Beretta). Il romanzo è stato il caso letterario del 2018 nel mondo anglosassone e fa da coronamento a un ciclo di  romanzi ‘up-lit’  che si sono incamminati verso il successo di vendite e di critica fra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Per una volta, l’autrice non è l’ennesima ventenne che non aveva mai scritto in vita sua e alla sua prima prova letteraria produce un ‘capolavoro’, ma una matura signora scozzese, che ha lavorato con tenacia (e per decenni) all’idea e alla realizzazione di questo romanzo. La protagonista (Eleanor) è una trentenne che vive in totale solitudine a Glasgow (città della Honeyman), osservando le persone che la circondano con biasimo misto a stupore per la loro necessità di avere scambi periodici e insulsi con altri esseri umani, scambi di cui Eleano...

Romeo & Juliet are NOT dead

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C'è una compagnia teatrale radicata nel nord della Scozia, in un luogo dagli spazi taglienti e dalle luci infinite, dove l'aurora boreale è di casa e il vento decide ogni mattina.  È una compagnia che sperimenta a tal punto da pensare che l'ego di un attore venga dopo il lavoro e l'impegno, dopo le rinunce e le scoperte, persino dopo le esigenze altrui. Se sarete abbastanza curiosi da arrivare al quinto rigo di questo post, potrete cliccare su  questo link   e scoprire cosa fa la  Charioteer Theatre Company   da poco approdata al Teatro Piccolo di Milano con uno spettacolo scritto dalla sua fondatrice, Laura Pasetti, dieci anni fa, proprio su richiesta del Piccolo, per reinterpretare l'opera di Shakespeare per un pubblico di ragazzi del XXI secolo.  I tentativi di rileggere l'opera del bardo in chiave moderna si sono moltiplicati, nei secoli che hanno seguito la sua morte, come una colonia di batteri in una giornata tiepida. I risultati sia ...

Il sapore del mondo di Fabio Stassi

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Leggere i libri di Fabio Stassi, soprattutto quelli che mettono in relazione la sua passione letteraria alla sua erudizione, è un piacere che tutti dovrebbero provare una volta nella vita . Nella scelta minuziosa degli aggettivi e immaginifica delle metafore, si fa strada il piacere di uno scrittore che si sente in prima battuta un lettore e da questo punto vista racconta storie fatte su misura per gli adepti della religione del romanzo.  Con questo nuovo libro,  Con in bocca il sapore del mondo  (pubblicato da minimum fax nella collana Nichel)  Fabio Stassi non tradisce le aspettative . Il libro, nato da una trasmissione televisiva del 2018 dal titolo quanto mai evocativo ( L’attimo fuggente ), mette in scena una serie di monologhi di poeti del Novecento italiano che Stassi immagina mentre si raccontano in prima persona al lettore come se fossero parte di un mondo fantastico con regole astruse, così vicino eppure distante anni luce dal nostro, quasi fosse s...