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La pericolosa casa di marzapane di Jennifer Egan in cui siamo immersi fino al collo

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“La collettività è come la gravità, quasi nessuno può resistervi”.   È da questa frase di Jennifer Egan che vorrei partire per muovere i primi passi alla scoperta del suo ultimo romanzo La casa di marzapane (edito in Italia da Mondadori, traduzione di Gianni Pannofino), sentiero di storie intrecciate che assomiglia più a una raccolta di racconti finemente sovrapposti che a un romanzo, in cui riemergono alcuni personaggi del libro più famoso della Egan, Il tempo è un bastardo , premiato con il Premio Pulitzer e il National Book Award nel 2011 , in cui l’autrice raccontava la storia di Bennie Salazar ex musicista e discografico di successo e della sua assistente Sasha, passando rapidamente dagli anni ’70 alla prima decade del XXI secolo. Muovendosi in un’ottica circolare più che lineare, Jennifer Egan dava vita a decine di storie che creavano un mondo totalmente indipendente e affascinante in cui immergersi e scoprire come la tecnologia e i social avrebbero influenzato non solo la ...

Il lettore con la penna e gli ultimi americani

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Ci sono diversi tipi di lettori, io sono quello con la penna . Come un cane da tartufo, mi immergo nel prato di parole offerte dall’autore del libro che ho in mano e mi metto alla ricerca di una gemma nascosta fra le migliaia di segni neri che per convenzione mirabile il nostro cervello traduce in azioni, emozioni e ideali, in poche parole in storie.   Ci sono diversi tipi di gemme: narrative , quando la storia raccontata è così ben costruita da sorprenderti e soddisfarti al contempo; emotive , quando un personaggio ti trafigge cuore e mente con le sue scelte e i suoi errori così a fondo che non vorresti più staccartene; linguistich e, quando le parole messe in fila dall’autore sono scelte con tale perizia stilistica o oratoria da conficcarsi fra i reticoli neuronali del lettore per sempre. Quando il mio naso da lettore-segugio s’imbatte in una di queste gemme, sguaina una penna o una matita per sottolineare o riscrivere le frasi che più lo hanno colpito sui bordi delle pagine, un...

La mirabile mano sinistra del buio di Ursula K. Le Guin

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Quando si pensa alla fantascienza, la nostra immaginazione va ai viaggi nel tempo, alle guerre tra pianeti lontani e a mondi in cui i robot prendono il potere su esseri umani privi di limiti e prospettiva. Pensiamo insomma a film come   Blade Runner, Alien, Ritorno al futuro  e  Star Wars   o ai romanzi di Jules Verne e Philip K. Dick, solo per citare due fra i più famosi autori di science fiction del XIX e XX secolo. Una linea sottile divide questo universo narrativo dal fantasy, storie che non sono ambientate in un futuro profetico e autodistruttivo, ma in un universo parallelo presente in cui magia, draghi e cavalieri dei tempi feudali la fanno da padrone (alcuni esempi per tutti R. R. Tolkien, C. S. Lewis e J. K. Rowling). C’è poi chi ha attraversato più volte questo   confine   che, come tutti i suoi simili, è un   limite artificioso fra due lembi della stessa storia , riuscendo a far superare al lettore ogni idea e preconcetto su cosa debba esser...

I Corpi minori di Jonathan Bazzi

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La copertina del nuovo romanzo di Jonathan Bazzi ( Corpi minori – edito da Mondadori) raffigura una moltitudine di corpi aggrovigliati attorno a quello che a prima vista può sembrare un buco nero, ma che, a uno sguardo più attento, si rivela un cielo stellato, richiamando alla mente il famoso dialogo shakespeariano fra Amleto e Orazio su quanto ci sia per l’essere umano ancora da scoprire del mondo, se si ha l’apertura mentale per accoglierlo.  È proprio da questo tema che vorrei partire avvicinandomi alla seconda opera di Jonathan Bazzi (dopo il clamore che generato da La febbre e la candidatura al Premio Strega) che narra le relazioni sentimentali di un ventenne nella ‘Rozzangeles’ dei primi anni del XXI secolo (come l’autore chiama Rozzano, comune dell’hinterland milanese). Un luogo pericoloso e inospitale per un ragazzo che non si sa imporre con la forza e si sente fuori posto negli schemi sociali e culturali che la famiglia prima e la società poi tentano di imporgli (sessual...

“Billy Summers”, l’ultimo fossile di Stephen King

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Le storie sono come fossili sepolti, esistono già, sta all’autore tirarle fuori dalla terra causando il minor danno possibile. Parola di Stephen King che, aprendo la sua sconfinata cassetta degli attrezzi da cercatore di tesori (nel famoso saggio  On writing ),  ci dice che  i romanzi nascono dalla combinazione di tre elementi  fondanti: il flusso degli eventi che costituiscono la narrazione, la descrizione della realtà in cui si muove la storia e i dialoghi che danno vita ai personaggi. La trama non fa parte di questa lista, poiché la costruzione ex ante di uno schema in cui incardinare la storia, farebbe, secondo l’autore di storie indimenticabili come  Misery, La zona morta  e  Il miglio verde,  perdere autenticità ai personaggi e alla voce narrante. Immaginiamo che Stephen King abbia costruito la sua ultima fatica letteraria ( Billy Summers   – edito da Sperling & Kupfer con la traduzione di Luca Briasco) allo stesso modo. Il flusso d...

L’estate oltre la siepe di Tiffany McDaniel

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Ci sono libri che ci accompagnano per anni, compagni silenziosi che, al momento giusto ci risuonano dentro, mettendoci di fronte alle nostre paure, sfidandoci a combatterle per difendere i nostri valori con decisioni che possono cambiare il nostro modo di guardare alla vita.   Quando ne incontriamo uno sul nostro cammino (e sono molto pochi) ci sorprendiamo, riscoprendo il potere della parola scritta se chi la padroneggia ha dietro di sé non solo la capacità di costruire una trama solida e dei personaggi tridimensionali, ma un bisbiglío incessante nelle orecchie che pretende di prendere vita. È questa la sensazione che abbiamo leggendo  L’estate che sciolse ogni cosa   di Tiffany McDaniel (edizioni di Atlantide – traduzione di Lucia Olivieri). Autopsy Bliss, avvocato pronto a setacciare il mondo in cerca del male e sicuro di saperlo riconoscere, fa pubblicare una lettera sul giornale locale in cui invita il diavolo a Breathed, paesino dell’Ohio in cui vive insieme alla su...

Il colpevole di cui abbiamo bisogno. Passeggiata nel bosco narrativo di Alessandro Piperno.

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Di chi è la colpa?   È attorno a una delle nostre domande preferite che  Alessandro Piperno  costruisce il suo ultimo romanzo ( Di chi è la colpa  – Mondadori). Quando qualcosa d’inatteso ci fa deviare dall’idea di noi stessi che vorremmo irradiare, che sia un fallimento professionale o personale, la perdita di uno status, la scomparsa di una persona cara su cui contavamo, questa domanda ci rimbalza nel cervello come una biglia d’acciaio in un flipper, alla spasmodica ricerca di qualcuno (diverso da noi stessi) a cui dare la colpa. Ne abbiamo bisogno per dare un senso alle nostre giornate e continuare a credere che la maschera che abbiamo scelto per presentarci al mondo sia l’unica possibile.    È ciò che accade anche al protagonista senza nome di questo romanzo che da scrittore affermato ripercorre la sua vita in un mémoire che parte dalla sua infanzia in una qualsiasi famiglia romana piccolo-borghese per trovarsi catapultato, a causa di una serie di impro...