domenica 24 aprile 2011

Elettricità

Elettricità
Si riverbera attraverso il vapore che sostiene la città, spingendolo verso l’alto, comprimendo, schiacciando gli abitanti di New York l’uno contro l’altro, fino a fonderli in un’unica striscia di luce bianca; come quelle che appaiono nelle fotografie notturne di questa sempiterna megalopoli, a simboleggiarne la velocità di movimento che si fa unicum davanti ad un occhio inerme.


Per New York però, non è il motore ma il piede a sgomentare il nostro occhio. Milioni di piedi. Un fulmine orizzontale che si genera a contatto con i suoi "troppi" abitanti. Frenetico, sensuale, irascibile e sempre un passo avanti al mondo, che ignora ed ingurgita.

Meraviglia, Rabbia e Imbarazzo. È questo convulso miscuglio di ardori che prova l’ennesimo viaggiatore che sale su quest’isola e da questo fulmine bianco viene travolto. L’individualismo a NYC cede il passo alla corrente di isole impazzite, che assimilano tutte le regole che questo reame scintillante prescrive ed ordina e che tutti, anche il nostro viaggiatore, dovranno assorbire, in fretta.
Prendere velocità, allora, senza aspettare che il pensiero sedimenti in parola. Correre insieme a tutti gli altri, così veloci da permettersi di uscire, all’improvviso, dal flusso per godere una delle bolle di settimo senso che la città nasconde nella sua griglia di strade o dietro le pareti gelatinose dei suoi grattacieli. Torri che hanno perso la loro funzione difensiva. Esibizioniste. Ecco cosa sono. Consapevoli che nessuno è ancora riuscito a viaggiare veloci come loro.

 
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