domenica 8 maggio 2011

Una parola, un verso: diciannovesima - "Adattarsi"



Adattarsi rifl. Assuefarsi o conformarsi (biologicamente o spiritualmente) a determinate condizioni dell’ambiente, della vita, della realtà, riducendo via via le proprie reazioni o resistenze a tali condizioni: adattarsi a un clima, a un nuovo ambiente ecologico; non tutti riescono ad adattarsi alle nuove tecnologie; adattarsi alla situazione, alle circostanze, ai tempi; i suoi occhi si adattarono a poco a poco a vedere nella semioscurità.

Adattarsi.
Al lavoro, alla sorte, alla famiglia, al poco tempo, al mal di pancia, alle urla, al malumore, alla malinconia, alla mancanza, al mancato perdono.
Adattarsi. È riflessivo, non a caso. Nessuno potrà davvero aiutarvi a farlo. Deve già adattarsi alla propria di mancanza. Non avrà spazio per la vostra.
E allora riprenderete a spingere. Il vostro ventre si aprirà, perché sia possibile stiparvi dentro la vostra migliore realtà, mentre voi sceglierete sempre quella di un altro, quella di uno dei vostri contatti più interessanti.

Quello con più amici, con più commenti, note, post, relazioni, communities e network. Sì, a quello proprio vi piacerebbe adattarvi, a lui che ha sempre tempo di inviare una foto o un parola in rete, anche una sciocchezza, un banale link che può parlare da solo, mentre voi restate sempre in silenzio, a pensare, a desiderare, a cercare di adattarvi.
Il problema è che voi non servite più! Il vostro super contatto lo ha già capito. Voi lamentosi “off-line” siete superati. Lui l’ha capito e non vi permette più di entrare. Lui è sempre “on-line”. Quasi non sente più la sua mano, il suo mouse, la testiera bianca rigorosamente wi-fi. Nulla. Solo contatti.100, 500, 1000 contatti. Ecco, sì è a questo che punta e voi lo state aiutando, siete uno di loro, sebbene non il più interessante, nessuno a parte lui lo è. Lui.., lui ha smesso di adattarsi.

-

1 commento:

  1. Mi sono ritrovata molto nel tuo post. Soprattutto nei primi versi.
    A me lo chiedono sempre (di adattarmi) ed io resisto, conscia che ormai lo faccio senza neanche rendermene conto.
    Devo preoccuparmi?
    Chi sara' il mio "quello" che ha invece smesso di farlo?
    Livia

    RispondiElimina