domenica 11 marzo 2012

Con dolce curiosità: un libro per Andrea Zanzotto



Alla Feltrinelli di Via del Babbuino a Roma è stato presentato, lo scorso 6 marzo, il volume Con dolce curiosità - tributo ad Andrea Zanzotto, a cura di Matteo Chiavarone, Edizioni della Sera, 2012. Il testo nasce da un’idea di Matteo Chiavarone e dal conseguente entusiasmo diffusosi fra coloro che, per conoscenza diretta o per passione, si sono confrontati con la parola di uno dei più interessanti autori del Novecento italiano.
Non sarà il primo, né di certo l’ultimo omaggio all’opera di Andrea Zanzotto, “percussivo” poeta, spentosi all'età di novanta anni lo scorso ottobre.  Fu così che lo definì Eugenio Montale alla fine degli anni ’60, “percussivo, ma non rumoroso: il suo metronomo è forse il batticuore.”[1] Chissà come prese questa definizione il poeta Zanzotto, capace di far convivere in pochi versi l’ordine e il disordine, il chiasso con il suo adorato e necessario silenzio, in un continuo esercizio di stiracchiamenti semantici che, come ha ricordato Andrea Viviani, rappresentano la chiave della “tavola sensoriale” imbandita dall’autore, cui non è possibile sottrarsi.
Ed è proprio la spinta a innovare di Zanzotto che viene spesso citata da questa raccolta di riflessioni, la volontà dell’autore di decodificare e proporre continue “tensioni violentissime” nel campo espressivo; la necessità di sperimentare, di cercare nuove e “formalmente squilibrate” vie per rivoltare i nostri pensieri e farci perdere il contatto con un noi stessi stanco e stupidamente veloce. Un noi stessi in cui abbiamo smesso da tempo di credere e a cui, invece, dovremmo aggrapparci, per capire, per osservare “il magnifico caos che tutti abbiamo dentro”. Un po’ come faceva il piccolo Andrea, quando suo padre (“insegnante di disegno e artista appassionato”[2]) lo portava en plein air per cogliere la luce e il silenzio giusto da disegnare e soprattutto da osservare.
Anche grazie a quell’esperienza abbiamo potuto e potremo, perché i suoi versi continuano a esistere, fermarci dentro noi stessi e aspettare che le idee ci raggiungano, grazie all'interpolazione di Andrea Zanzotto, sperimentandoci.
Vi suggerisco di iniziare proprio con alcuni versi della poesia che dà l’incipit al volume (Con dolce curiosità) e che sintetizza l’approccio che ha guidato i vari autori coinvolti nel progetto di Chiavarone a confrontarsi con l’opera di Zanzotto.




[1] Eugenio Montale, La poesia di Andrea Zanzotto, “Corriere della sera”, 1968, rif. nel volume Con dolce curiosità.
[2] Conversazione con Andrea Zanzotto di Vera Lucia de Oliveira. 

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2 commenti:

  1. sto pubblicando un post su zanzotto e m'imbatto in imago.
    bel blog, complimenti

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  2. Grazie eustaki, fammi sapere quando uscirà il tuo testo su Zanzotto, lo leggerò con piacere e torna a trovarci.
    Pierfrancesco

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