domenica 18 marzo 2012

Una parola, un verso: ventottesima - vulnerabilità secondo Jonathan Coe


Dopo aver superato il librone gigante simbolo e programma di LibriCome, festa del libro e della lettura, svoltasi a Roma dall’8 all’11 marzo scorso, mi sono diretto al centro della cavea ideata da Renzo Piano per far ammirare il suo auditorium, nonché per adagiarci le sue immani coccinelle. Guardandole in una domenica troppo invitante per essere destinata a chiudersi in un piccolo spazio, viene da pensare che possano staccarsi da terra da un momento all’altro, pronte ad assaggiare il pubblico, un attimo prima di accoglierlo comunque nel loro ventre.
Questa volta sono stato abbastanza veloce da evitarle e così mi sono trovato in una sala Petrassi gremita per l’arrivo di Jonathan Coe, autore perfetto per accompagnare il lettore in un momento di confusione e di rabbia. Con me l’ha fatto con La casa del sonno, che ho apprezzato molto di più della Famiglia Winshaw , romanzo che lo ha portato alla consacrazione come scrittore. Coe è venuto a Libri Come per promuovere la sua ultima opera: Come un furioso elefante (Feltrinelli, 2011), biografia romanzata di Bryan Stanley Johnson. Ma soprattutto Coe è venuto a parlarci di vulnerabilità. Dello scrittore Johnson, che si definiva “privo di pelle”, tanto era esposto alle intemperie emotive della realtà, ma soprattutto della sua, come autore e come persona. Una sensibilità che, legata a un’indecisione diffusa (sintomo dell’impossibilità di Coe di accontentarsi di una sola interpretazione emozionale di un evento) e a una fragilità che a volte si fatica ad accettare, costituisce l’humus ideale per far nascere uno scrittore. Quest’idea mi è piaciuta molto. Trasformare quella che oggi viene considerata una debolezza in un tratto distintivo della creatività. La debolezza come punto di forza per non accontentarsi di una sola idea di realtà, ma per cercarne altre, ben sapendo che questo porterà dolore e scomode incertezze, ma anche occhi e orecchie più grandi per soppesare il mondo.

  
Una parola, un verso: ventottesima - vulnerabilità

vulnerabilità s. f. [der. di vulnerabile]. – L’essere vulnerabile, la condizione di ciò che è vulnerabile.

vulneràbile agg. [dal lat. vulnerabĭlis, der. di vulnerare «ferire»]. – 1. Che può essere ferito; che può essere attaccato, leso o danneggiato; 2. riferito a persona, debole, eccessivamente sensibile, fragile.

(fonte definizione: vocabolario Treccani)

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