domenica 11 novembre 2012

L’ansia di fare, sì, ma di chi è la colpa?


"Qualche tempo fa mi sono trovato fra le mani un suono e non l’ho ignorato."

Sarebbe un incipit molto interessante per un romanzo. Una sinestesia da cui far partire la curiosità del lettore per l’Io narrante in prima persona che, evidentemente, ha deciso di iniziare da una particolare sensazione provata per raccontare la sua storia. Ma in questo caso la sinestesia non sussiste o meglio la sinestesia, metafora per cui si uniscono in stretto rapporto due parole che si riferiscono a sfere sensoriali diverse, non è altro che una perfetta intuizione.
A collegare udito e tatto ci ha pensato il nostro cervello ben prima della semantica, sembra infatti che un'equipe dell’università di Georgetown abbia presentato ad una sessione della Society for Neuroscience uno studio chedimostra che la percezione di ciò che ascoltiamo varia al mutare dell’utilizzodel nostro sistema motorio, a cominciare proprio dalle mani. Facendo ascoltare dei suoni ad un campione di individui, è stato chiesto loro di premere un bottone ogni volta che percepivano una variazione. Lo studio ha dimostrato che alcuni suoni venivano percepiti solo se il campione utilizzava la mano destra per premere il bottone, restando incompresi e ignorati se si usava la sinistra. Questo perché il nostro emisfero sinistro (che gestisce la mano destra) è più attento alla velocità del suono, mentre il destro (che gestisce la mano sinistra) si occupa dei suoni più lenti, facendo maggiore attenzione a qualità e intonazione.
Vi guardate le mani? State pensando che è colpa del vostro emisfero sinistro se tentate di leggere due libri in contemporanea, di svolgere due lavori nello stesso giorno, di usare il tempo per osservare ciò che vi circonda e siete divorati dall’ansia di non fare mai abbastanza? Sì, è colpa di questo malnato emisfero sinistro, che evidentemente il destro, con il suo pensiero laterale, non fa che fomentare, illustrandogli centinaia di possibilità per moltiplicare il suo “da fare”, sfidandolo a iniziare sempre nuove attività, da incastrare le une con le altre. Aspettate! Allora forse la colpa è del vostro emisfero destro. Quel furbone creativo e girovago che prospetta sempre nuove idee e possibilità di osservare se stessi e gli altri.

Bisogna depistarli. Entrambi, magari provando a sedervi sopra la vostra mano destra fino a non sentirla più, rendendo così meno operoso il vostro emisfero sinistro e la “sua voglia di farvi fare”. Cercate anche di gesticolare forsennatamente con la mano sinistra, questo lo farà impazzire. Anche se così si attiverà l’emisfero destro, che vi suggerirà una soluzione creativa per uscire dall’empasse; sarà allora la volta di invertire la posizione e l’utilizzo delle vostre mani e ricominciare tutto d’accapo. Certo, c’è il pericolo di essere scambiati per dei pupi siciliani in piena battaglia o per persone affette da forti disturbi ossessivo-compulsivi, ma non importa, l’avrete fatta vedere al vostro cervello!


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