domenica 3 novembre 2013

Libri da gustare e cibo da leggere. Siamo davvero pronti per la "gastroletteratura"?


Vi siete mai trovati ad assaporare l’aria, come se fosse una ghiottoneria? O a capire come si diventa matti davanti a una fetta pane con sopra pancetta e uova? O ancora a fare di un’aragosta il centro delle vostre ossessioni oppure a pensare che le dita di una persona di fronte a voi siano fatte di panna?
Se la risposta è affermativa, siete pronti per un assaggio di gastro-lettura, fenomeno commercial-letterario che si sta spandendo per l’Europa e gli USA a ritmo sempre più insistente. L’idea è (non così nuova in verità) tentare di risollevare le sorti del mercato librario attraverso la contaminazione fra cibo e libri. Se anche Kafka, che di certo non era un feticista del buon cibo (era vegetariano e considerava nutrirsi come un’interruzione necessaria), immaginava di vivere in una cantina dove dedicarsi alla scrittura, mentre qualcuno gli portava con regolarità del cibo, il passo verso le libro-gastronomie o i gastro-bookshops è assai breve.
Il cibo ha sempre offerto spunti interessanti alle trame narrative e di gastroletteratura si discute fin dall’antichità, pensiamo al Simposio di Platone, per non parlare di più recenti gustosissimi testi come La zuppa di Kafka di Mark Crick (Ponte alle Grazie – 2006, in cui Calvino, Omero o Proust vi elencano i loro ricordi culinari) o i Racconti Gastronomici curati da Laura Grandi e Stefano Tettamanti per Einaudi (2012), in cui sono raccolti tutti i testi a sfondo culinario che la loro insaziabile golosità narrativa è riuscita a scovare.
Così proprio nel 2012 Feltrinelli lanciava a Roma il suo book-gastro-shop con il
brand “RED”(acronimo di Read Eat Dream), libreria con spazio ristorante annesso, dove era possibile gustare la sinuosità di un tiramisù intinto in una metafora di Maupassant. Il progetto ebbe un grande successo, anche se poi la sede romana ha dovuto chiudere per problemi strutturali dell’edificio in cui era ospitato. Prontamente lo scorso settembre è stata aperta una RED anche a Milano e altre ne seguiranno. Sempre a Roma troviamo la libreria-ristorante-cafè Settembrini, altro esempio di commistione libro-enogastronomica in cui è possibile scoprire le caratteristiche del personaggio omonimo (l’umanista Settembrini appunto) creato da Thomas Mann per la sua Montagna incantata, mentre si degusta un buon rosso.
Se però, prima di iniziare la vostra ricerca di gastro-librerie, volete essere preparati al meglio sulle manie mangerecce dei vostri autori preferiti, fate un salto su Paper and Salt o su Alimentum, siti specializzati su tali prelibatezze, oppure provate a visitare il Food&Book festival che si terrà a Montecatini dall’8 al 10 novembre.
Oppure potreste tentare di indovinare a quali scrittori fanno riferimento le domande che ho utilizzato a inizio post. Buona ricerca e buon appetito.




Nessun commento:

Posta un commento