domenica 2 marzo 2014

Scuole di lettura: il progetto di Orlando esplorazioni.


C’era un tempo in Italia in cui si conservavano i gusci delle uova e li si usavano come piccoli contenitori, magari per sciogliervi dentro la colla. Lo scopriamo grazie all’attenzione al particolare di uno degli scrittori italiani più conosciuti nel mondo, probabilmente il più conosciuto: Collodi. Poco più di un secolo fa, alla fine dell’Ottocento, usciva in Italia un libro che era destinato a un successo travolgente, tradotto in 240 lingue e conosciuto in ogni angolo del globo. Parliamo di Pinocchio, storia universale scelta dalla prima delle scuole di lettura di cui vi vogliamo parlare. Da un’idea di Paolo Di Paolo e della rivista di cui è direttore editoriale (Orlando esplorazioni), pubblicata trimestralmente dalla Giulio Perrone editore e distribuita gratuitamente in concomitanza dei più importanti  eventi letterari romani e nazionali, la scuola di lettura di Orlando punta a diffondere il piacere del libro tra un pubblico sempre più vasto.
Il progetto prevede la creazione di un programma sempre più fitto di incontri in cui la lettura e il piacere che da essa discende è al centro di chiacchierate informali con il pubblico, in cui autori, critici e cultori del libro, leggono estratti dei testi che li hanno appassionati, offrendone diverse interpretazioni  alla platea, puntando a stimolare il muscolo che più viene allenato dal lettore: l’immaginazione.  Madrina del primo incontro è stata Dacia Maraini, che ha scelto di leggere e commentare, assieme a Paolo Di Paolo, alcuni estratti del libro di Collodi, aprendo alla platea non soltanto i vari livelli di lettura che si possono trovare nella la storia del famoso burattino di legno con la pulsione per le bugie, ma anche le emozioni che quella storia ha suscitato in lei da bambina e da adulta, quando ha riletto il testo.  Scopriamo così che Pinocchio era fra le storie preferite di Dacia Maraini mentre era imprigionata con tutta la sua famiglia in Giappone e i suoi genitori,  più precisamente sua madre, si trasformava in un libro umano (come accade in Fahrenheit 451 di Ray Bradbury) e le racconta a memoria la storia del burattino, la sua voglia di essere contro qualsiasi logica, il desiderio di paternità di un uomo anziano come Geppetto che appare nelle abili mani di Collodi più forte e soave di qualsiasi istinto materno. Ma se siamo abbastanza attenti percepiamo nelle lodi di Dacia Maraini alla limpidezza dello stile di Collodi e alla sua attenzione quasi maniacale per i particolari (ricordate il guscio d’uovo di cui parlavamo all’inizio?) alcuni elementi che la scrittrice ritiene fondamentali per trasformare l’istinto espressivo che è racchiuso in tutti noi in vera scrittura. Così oltre a aver riacceso nei presenti il desiderio di rileggere il Pinocchio nazionale, il primo incontro della scuola di lettura di Orlando esplorazioni, ci ha insegnato anche qualcosa sulla scrittura, perché come ha detto la stessa Maraini serve creare un lettore migliore per avere uno scrittore migliore.
Alla prossima domenica (9 marzo) per continuare il nostro viaggio fra le scuole di lettura.   
 

 

 

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