domenica 23 luglio 2017

Luglio? Libromercato e mitologia editoriale



E sì, l’estate è il momento ideale per cambiare casacca non soltanto per calciatori, ma anche per direttori editoriali, editor e intere case editrici che in questi mesi stanno riconfigurando il loro assetto proprietario in vista delle sfide dell’autunno. La grande fusione Mondadori-RCS ha avuto come effetto positivo la riattivazione di un mercato che, solo pochi mesi fa, sembrava destinato a vegetare in un asfittica e continua recriminazione verso quello che non aveva: lettori forti, storie di qualità, best seller, internazionalità, un sistema concorrenziale equilibrato. Nulla è cambiato: solo il 5,7% dei lettori italiani legge più di un libro al mese e la percentuale di italiani che legge almeno 3 libri all’anno non supera il 20%, mentre gli editori nostrani continuano a dare la caccia a uno scorbutico e cangiante grosso animale dal vello d’oro chiamato best seller, credendo che, come quello rubato da Giasone, sia in grado di sanare tutte le ferite del mercato editoriale italiano in un sol colpo, pardon titolo.


Il mercato italiano del libro rimane piccolo e chiuso su se stesso, con autori spesso più interessati al loro profilo facebook che alla solidità delle storie che danno alle stampe, eppure, citando un autore che ha rinnovato con la sua scrittura la sceneggiatura internazionale (James L. Brooks): Qualcosa è cambiato. O almeno sembra stia cambiando a giudicare dai movimenti che si stanno succedendo a ritmo accelerato nell’editoria italiana. Partiamo dall’agguerrita e abilissima Elisabetta Sgarbi e dalla sua Nave di Teseo che ha da poco acquisito il 95% di Baldini & Castoldi, storica casa editrice milanese fondata nel 1897, guidata da Alberto Rollo (ex-direttore letterario della Feltrinelli), che si appresta a lanciare a settembre l’inedito di Giorgio Faletti (L’ultimo giorno di sole) a 15 anni dalla pubblicazione di Io uccido. Proseguiamo con la nuova joint venture fra De Agostini e l’iberica Planeta (primo editore internazionale di libri in lingua spagnola) che punta a rilanciare la case editrice romana fondata nel 1901 dal geografo Giovanni De Agostini e per questo ha chiamato l’ex editor della narrativa Rizzoli Stefano Izzo alla guida della rinascente collana di narrativa italiana.  E se non bastasse questo a far sperare in qualcosa di più di un semplice ‘libromercato’, osserviamo cosa accade in casa HarperCollins, una delle realtà editoriali più importanti al mondo, le cui radici partono dal lavoro dei fratelli Harper a New York nel 1817, dove è arrivata da poco Sabrina Annoni come direttore editoriale, dopo una lunga esperienza in De Agostini, Mondadori e RCS, con l’obiettivo di far uscire 60 titoli all’anno di cui almeno il 60% di narrativa.


Se a questo uniamo l’attesa per la riorganizzazione dello storico marchio Bombiani, fondato da Valentino Bompiani nel 1929, acquisito a fine 2016 da Giunti e affidato all’ex editor Mondadori Giulia Ichino, nonché la rivitalizzazione di Marsilio, anch’esso uscito da poco dal controllo Mondadori- RCS, che ha affidato la narrativa italiana a Chiara Valerio, appena uscita dalla sua esperienza di curatrice della prima edizione di Tempo di Libri, potremmo cominciare a pensare che l’asfissia stia per esaurirsi in se stessa, come dovrebbe essere, e forse tutto questo movimento porterà a nuove idee e (perché no) alla scelta di autori non di best seller, ma capaci di portare nuove sfumature alla narrativa italiana, speriamo non di grigio!



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