mercoledì 29 luglio 2009

Ancora la trama - siete ancora lì?

Non mi vorrete abbandonare con un imponente tema (la ricerca di un cambiamento) senza una trama, seppur stiracchiata, da sviluppare, vero?!
Vi assicuro che è più facile di quello che potrebbe sembrare, sono certo che già siete degli esperti produttori di trame letterarie senza saperlo. Dite di no?
Scommettiamo che riesco a farvi cambiare idea?
Proviamo.









Partiamo da un'immagine, qualcosa di semplice. Tema: il risveglio.
Contesto
: è lunedì mattina e la vostra sveglia sta per suonare. Stranamente vi siete svegliati qualche minuto prima del volgare ed inappellabile bippare dello strumento di tortura che avete dolorosamente piazzato sul vostro comodino. Sempre sperando, segretamente, che possa s mettere di funzionare nel cuore della notte privandovi così del senso di colpa per essere arrivati tardi a lavoro.



Siete ancora storditi, ma non abbastanza da ignorare il fatto che di lì a 45 secondi dovrete prendere definitivamente coscienza del vostro corpo, della vostra vita e del fin troppo sottile spazio che vi separa dall’inizio di una nuova settimana “produttiva”. Ed ecco allora che, pur girandovi pesantemente dal lato opposto alla sveglia, la vostra mente parte, iniziando a creare, ad immaginare. A seconda del vostro carattere e del vostro grado di dipendenza dal lavoro, inizierete a produrre tutta una serie di possibili trame, di scenari che vi permetterebbero di evitare di alzarvi dal vostro letto di lì a 35 secondi:






a) State male, ovvero non siete proprio malati, ma se vi concentrate riuscite a sentire un profondo senso di disagio, che attaccatosi al vostro cervello come un parassita assetato di energia, vi impedisce di fare quello che diligentemente vorreste fare: andare a lavoro. Pertanto con sofferenza e vago senso di colpa, cedete e rimanete a letto fino a mezzogiorno. Immaginerete allora la telefonata al vostro capo, l'incertezza nella vostra voce, la sua risposta, cosà penserà, cosa penserete voi mentre parlate, cosa succederà in ufficio durante la vostra assenza e cosa farete voi invece di andare in ufficio, oltre a rimanere a letto e a rimpinzarvi di cioccolata;






b) Avete trascurato la famiglia. Se ci riflettete con attenzione avete sicuramente un marito, una moglie, un genitore, un nonno, un amico, anche un semplice conoscente incrociato in ascensore, a cui avreste potuto dare maggiore attenzione nei giorni scorsi e non lo avete fatto. Avete quindi il dovere, sebbene malvolentieri, di prendervi una giornata per andare a trovare uno dei soggetti di cui sopra. Immaginerete di vestirvi di incontrare la persona prescelta, cosa vi direte, dove andrete, come vi sentirete per aver saltato una giornata di lavoro e quali inaspettate novità vi rivelerà il soggetto da voi prescelto prima di lasciarvi;








c) Il vostro capo non vi merita (certezza dogmatica primordiale, insita nella mente umana), non vi ha mai meritato, ma quello che ha fatto venerdì scorso è davvero inaccettabile. Ed anche se non lo fosse, rappresenterebbe la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso della vostra insoddisfazione e quindi prendervi una giornata è il minimo che possiate fare per voi stessi. Immaginerete di non chiamarlo per avvertire che mancherete (impensabile atto di protesta), di incontrare un collega per strada che ha fatto la vostra scelta, di fare finta di non vederlo, mentre lui vi chiamerà a gran voce, di infilarvi nel primo negozio che trovate, che si rivelerà un negozio di video hard core, dove un/una vostro/a ex consiglia clienti sulle ultime novità in ambito sadomaso;



d) Alla vostra età, qualsiasi essa sia, è importante fare un bilancio. Confrontarvi con voi stessi per capire se avete scelto la strada giusta o se non sia meglio, fino a che siete in tempo (e siete sempre in tempo), prendere una decisione definitiva che rompa con il passato. Per deciderlo ovviamente avete bisogno di almeno una giornata senza lavoro per analizzare attentamente la vostra esistenza. Immaginerete di fuggire al mare, d'inverno, soli. Su un pontile che si srotola sull'acqua, mentre il vento vi schizza frammenti d'onde sul viso e i vostri occhi si perdono nell'immensità, iniziate a riflettere sulla vostra vita. Poi, all'improvviso, qualcuno vi spinge. Finite in acqua mentre un bambino ride in lontananza e voi annaspate, cercando di capire perché diavolo non siete andati al lavoro;

Tutto questo ed anche di più in una manciata di secondi. Un viaggio lampo nella vostra mente.
E' inutile dirvi che nella situazione descritta, sceglierete inevitabilmente un'ulteriore ipotesi, quella più scontata, quella più decorosa (orrendo e abusato aggettivo), quella imposta dal vostro senso del dovere: andrete a lavoro.
Vi alzerete, puntando pesantemente verso il bagno, la colazione e il vostro lunedì mattina, non rendendovi conto che il vostro cervello vi ha appena dimostrato che siete degli immaginatori naturali e che il divario fra la vostra immaginazione e l’azione è condensato in pochi sfilacciati secondi.

Convinti?
Allora forza! Fornitemi una trama.

Vi regalo una prima idea (che siete liberi di confutare): il nostro testo parlerà della volontà di cambiare vita (lavoro, amici, carattere). Il protagonista, una persona che molti definirebbero "perfettamente integrato nella società" (ossia possessore di un televisore LCD, alcuni mobili di design, uno splendido SUV e una salutare avversione ai carboidrati), inizia a sentire attrazione per qualcosa di profondamente disdicevole...
Cosa?
Tocca a voi dirmelo.


In base ai vostri commenti andremo avanti con il nostro progetto.
E visto che adesso inizia agosto, vi lascio qualche settimana di tempo...

7 commenti:

  1. Ciao PiMa.
    Il nostro uomo sente un'improvvisa attrazione per masticare una Big Babol alla fragola. Così ne compra un pacchetto al bar prima di entrare in ufficio.
    Ma la cosa imbarazzante è che decide di ciancicare il chewing gum proprio ben bene, nel bel mezzo della prima riunione di briefing del lunedì mattina, spalancando ad ogni masticata la bocca. Il suo capo e i suoi colleghi attorno a lui si guardano esterefatti, non riconoscendo il collega di sempre. L'odore di fragola della Big Babol si fa sempre più intenso, insopportabile, fino a che Marinella, una collega giovane, si alza per spalancare una finestra.

    Ciao da Stefko (sperando che sia fonte d'ispirazione).

    RispondiElimina
  2. Grazie mille per il tuo supporto "ispirativo".
    Sto raccogliendo i commenti di tutti i navigatori di imago2.0 per predisporre la prossima fase del nostro libro, anche dei più timidi che non osano postare, ma mi comunicano per altre vie le loro idee.
    Al ritorno dalle vacanze la risposta.
    A presto
    Pierfrancesco

    RispondiElimina
  3. Ciao PierFrancesco. ALLORA se il nostro protagonista sente attrazione per qualcosa di disdicevole (ma secondo lui o secondo gli altri?) allora per la prima volta potrebbe iniziare a pensare e a sentire dentro di sè...che il suo lavoro, il suo capo, la sua famiglia, il bilancio della sua vita...siano tutte delle grandissime, enormi stronzate!!! Ecco, per la prima volta forse riuscirebbe a dimenticare il suo disagio, la sua lacerazione fra desideri e senso del dovere, sogni da realizzare e il peso delle responsabilità....Potrebbe per la prima volta restare apparentemente fermo nella sua vita.Cotinuare a vivere come se niente fosse, facendo tutto come sempre ma sapendo ora che è tutta una gran scemata...e che in fondo nulla ha importanza. Ecco il cambiamento.....mettersi invece alla ricerca dentro di sè...dell'unica cosa importante che dia senso e orientamento alla sua vita. Quell'unica cosa che mette d'accordo la sua mente razionale e il suo inconscio(così non gli regalerà più incubi e sogni da decifrare ma se ne resterà in un silenzio che tutto sa ormai e in pace) , la sua anima e la sua pancia. tutti i suoi sensi e la sua lucidità più spietata. Ecco..alla fine troverà la sua risposta che lo farà sentire finalmente uno e unito e non più lacerato e tormentato da tutti gli inquilini bizzarri che lo abitano dentro. Qualcosa di disdicevole? cosa sarà mai....comunicare ed esprimere con emozioni e parole a se stesso e a tutti gli altri...che in fondo tutte le situazioni e le cose e le persone altre da se stesso...sono stupidaggini? o sarà disdicevole trovare finalmente quell'unica priorità, quell'unica risposta che riempie di acqua fresca e infinita la sua sete di sempre?
    .....anche se durasse per 1 minuto solo....sarebbe un bel cambiamento far tacere il suo tormento e avere un lampo di felicità e saggezza tutte insieme?

    RispondiElimina
  4. Sarà la vicinanza ai miei temi preferiti, ma questo post mi è proprio piaciuto, in modo adorabilmente soggettivo.
    Allora la "cosa disdicevole" per cui prova attrazione potrebbe essere dire semplicemente la verità su quello che pensa agli altri?

    RispondiElimina
  5. Beh sono sicura che "gli altri" troverebbero la cosa (dire la verità su quello che pensa) molto molto disdicevole :-)))
    ciao

    RispondiElimina
  6. la sveglia aveva suonato...o forse era un allarme lontano di qualche macchina o il martello pneumatico del cantiere due isolati più in là. o il cellulare di quella maledetta figlia adolescente dei vicini che iniziava a squillare la mattina presto e finiva a notte fonda o forse a pensarci meglio non smetteva mai.
    o forse era stata la televisione a tutto volume della signora di fronte che a 85 anni era ormai totalmente sorda.
    o il traffico, i clacson della gente imbufalita di prima mattina...

    insomma, era tutto un rumore, tutto un fluire di progresso da tutte le direzioni.

    e fu allora che, mentre il monossido di carbonio penetrava dalla sua finestra solleticandogli le narici, che cominciò a sentire attrazione per la cosa più ambita nei discorsi da salotto ma al tempo stesso più disdicevole.

    una vita a un'altra velocità.

    RispondiElimina
  7. Interessante l'idea del rumore che "spinge" per entrare nella vita del personaggio.
    Continuate a rimestare i sensi.

    RispondiElimina