lunedì 14 settembre 2009

Boschi narrativi con o senza regole?

Stroncati dall’emozione?

Paralizzati dalla miriade di idee incontrollate che l’incipit vi ha costretto a generare?
Interdetti fra due possibili capoversi, entrambi perfetti per continuare la nostra storia?

No, vi prego, non lasciate che la vostra emotività prenda il sopravvento. Il lavoro dello scrittore è, ahimè, soggetto a numerose regole di pura razionalità, fra cui la necessità di nutrirsi della propria emotività, ripulendola però di ogni possibile eccesso, di ogni potenziale distrazione dall’obiettivo: portare a casa la storia. Nulla vi deve fermare. Una volta attivata, la vostra immaginazione tenterà più volte di depistarvi, proponendovi decine di strade diverse da percorrere per arricchire/modificare l’idea originale che vi ha fatto iniziare a scrivere la vostra storia. Nuovi intrecci, personaggi, caratterizzazioni da inserire nel vostro racconto.
Attenzione! Dovreste sempre chiedervi: “E’ in linea con la mia storia?”
Se non riuscite a rispondere, buttate tutto e ricominciate daccapo.

“Ma come? - direte voi a questo punto (o almeno lo spero) – ci hai rimbambito con la necessità di liberare la nostra immaginazione, senza vincoli o preconcetti, partendo da qualsiasi idea potesse sorvolarci la mente e ora ci parli di regole?”

Prima libertà assoluta, poi, quando siete abbastanza sicuri di aver centrato un tema su cui avete tanto da dire, su cui non potete fare a meno di dire, qualche regola è necessaria, tanto per non rimbambire l’incauto lettore che oserà curiosare nelle vostre menti.
Tenete conto che ha sicuramente già tanti problemi con la sua.

Quindi lasciate libero sfogo alle vostre visioni narrative e poi scegliete e proseguite il cammino, avrete sempre la possibilità di perdervi al successivo incrocio.

A questo proposito vi consiglio un testo che mi ha chiarito molti dubbi. Si tratta di “ Sei passeggiate nei boschi narrativi” di Umberto Eco. Lo so, avete deglutito con difficoltà leggendo titolo e autore, ma vi assicuro che pur non disdegnando approfondimenti tecnici sulla struttura di un testo, Eco mette in relazione approcci stilisti apparentemente contrapposti, dimostrando l’esistenza di regole comuni o abbozzi di esse tra Omero e Shakespeare, passando per Cappuccetto Rosso e Molly Bloom.

Mi fero qui e aspetto vostre. Come al solito anche di totale disaccordo.

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