martedì 29 giugno 2010

Leggere è una corsa di uova

Cari imagisti, 
vi segnalo una mia riflessione uscita ieri sul blog "sulromanzo".

Il titolo e l'idea nascono da un pomeriggio in cui ho perso il mio tempo, trovandomi di fronte ad un'assenza che solo la lettura e la scrittura, fino ad ora, mi hanno concesso.
Di seguito l'incipit che spero susciterà la vostra curiosità.
Aspetto vostri commenti.

" C’è un piccolo borgo in Umbria, dove la Pasqua porta con sé un’antica tradizione fatta di uova colorate che ruzzolano libere per le strade (senza che nessuno possa fermarle) e di bambini urlanti, finalmente al comando.
Se vi avventurerete fra i vicoli attorcigliati su se stessi e le piccole porte, che si rintanano fra le possenti mura, proverete la più sublime delle perdite, quella del tempo.
Non avrete più l’ansia di visitare, degustare, parlare, decidere. Sentirete allora le urla dei padroni del paese. Per un solo giorno, infatti, saranno i bambini dai cinque ai dieci anni a possedere la strada principale, quella che corre ripida e priva di ripari verso la porta nord..."

2 commenti:

  1. Ho letto il tuo testo e mi ha particolarmente colpito. A volte mi sento come quelle uova, che corrono felici verso il traguardo, inconsapevoli del loro destino e del tempo che si è finalmente bloccato per godersi lo spettacolo.
    Sara

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  2. Ciao Sara,
    intanto grazie per la tua interpretazione del mio testo. Leggere è una scelta che è stata paragonata nei secoli alle più disparate azioni, necessità, sensazioni. La mia "corsa di uova" si aggiunge alla lista, spianando la strada alle vostre voci, senza più riuscire a fermarsi.
    Pierfrancesco

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