domenica 5 febbraio 2012

Away we go


La ricerca è uno dei temi preferiti da imago2.0.
Ricerca di un nuovo modo di immaginare e di comunicare, di un diverso e (speriamo) sempre più ricco utilizzo della nostra lingua e delle sue architravi espressive (le parole), di un alternativo modo di vivere, di una spigolosa realtà in cui coltivare nuovi e fruttuosi dubbi da cui ripartire. Senza mai fermarsi, senza preoccuparsi di far diventare la ricerca stessa l’obiettivo di tutto il percorso.
Qualche giorno fa i miei occhi si sono trovati avvolti in una storia che sembra condensare il nostro blog in un film. Parliamo di Away we go  (2009, uscito in Italia con il titolo di American Life a dicembre del 2010) luminoso e immaginifico film di Sam Mendes, regista inglese e abile decodificatore della realtà americana,  a cominciare dal suo amatissimo e odiatissimo American Beauty.  I 98 minuti in cui vi inghiottirà Away we go saranno 98 minuti di ricerca, continua, onesta e aperta a qualsiasi risultato possa portare con sé. Una ricerca che parte dal fuori, da tutto ciò che non funziona intorno ai due protagonisti, per arrivare al dentro, alle certezze che due trentenni  indecisi (sul lavoro, sulla famiglia, sul tipo di rapporto che dovrebbe unirli, sulle loro emozioni), in procinto di avere una bambina, inizieranno a soppesare, sminuzzare, razionare e cancellare, man mano che il loro viaggio itinerante fra gli Stati Uniti e il Canada procede. Il dolce, insicuro e puro Burt, sempre al seguito dell’umanissima e profonda Verona, inizieranno a cercare, nei personaggi che incontreranno sul loro percorso, uno dei loro possibili futuri. Raramente ciò che vedranno gli piacerà, a volte li divertirà, molto spesso gli farà solo nascere nuovi dubbi su cui convogliare la loro immaginazione e riflettere insieme; dubbi da cui ripartire per la successiva tappa di questo impeccabile on the road movie che vi porterà (soprattutto se appartenete anche voi alla generazione dei trenta/quarantenni di oggi) ad immedesimarvi nel loro continuo, confuso, sbandato, insensato, necessario girovagare alla ricerca di se stessi. Perché ciò che Burt e Verona faranno in quei 98 minuti è quello che vorreste fare anche voi e che forse, se siete ancora alle prese con un altro essere umano, avrete fatto, magari senza macchina, pancione, con amici meno interessanti e genitori meno assenti. Burt e Verona non si saranno accontentati del silenzio che gli respirava intorno, iniziando a cercare, cercare, cercare, cercare, cercare, cercare…

P.S. piccola nota per i libromani: la sceneggiatura di questo film e i suoi perfetti dialoghi sono stati scritti da due (ovviamente trentenni) scrittori americani Dave Eggers (L’opera struggente di un formidabile genio e Conoscerete la nostra velocità - Mondadori) e Vendela Vida (E ora puoi andare - Mondadori). Per chi volesse cominciare subito la sua ricerca.  

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