domenica 10 marzo 2013

Domenica a casa di Praz


Se vi ritroverete una domenica mattina a svegliarvi molto presto e sentirete la necessità di uscire, fuori, a camminare, per riappropriarvi dei vostri bisogni, ebbene in quella mattina potreste essere così fortunati da ritrovarvi in Piazza Navona, a Roma, accorgendovi che ci siete solo voi, i piccioni, alcune coppie con bambini addormentati e i camerieri della distesa di bar e pizzerie che costeggiano la piazza. Sedie e tavoli da predisporre, ombrelloni da aprire, piatti con cibo di cera da esporre, per far capire senza indugio al turista che lì e solo lì c’è ciò che la sua gola cerca. Allora vi siederete sul piccolo parapetto di ghisa e travertino che fa finta di difendere una delle tre fontane della piazza e osserverete tutto quel movimento silenzioso. 
Uomini e donne compressi nei loro grembiali neri, pronti alla battaglia, all'arrivo dell’orda famelica che cercheranno di catturare, muovendosi avanti e indietro davanti al locale dove lavorano, come se si esibissero in un cambio della guardia continuo davanti alla loro preziosa fonte di guadagno. Muoveranno con destrezza i loro menu, le uniche armi che gli sono concesse, insieme a un esperanto linguistico che tutti raggiunge e nessuno ascolta. 
Poi qualcuno comincerà a offrire da mangiare ai piccioni, ma un piccolo gruppo di uccelli schizzerà via, catapulte al contrario, ritorneranno da dove sono venuti, stanchi di ottenere il cibo con tanta facilità.  Sarà allora che vi rialzerete e inizierete a vagare per le strade che si affacciano sul lato nord di piazza di Tor Sanguigna (che prende il nome da una delle tante torri medioevali inglobate dalla Roma rinascimentale prima e barocca poi) e da lì vi troverete davanti a uno degli infiniti musei romani. Sarete ancora alla ricerca di uno spazio di silenzio in cui ascoltare la vostra voce e l’avrete trovato.
Al numero 1 di Via Zanardelli, al terzo piano di Palazzo Primoli, potrete entrare in una delle rare case-museo esistenti in Italia, ossia il luogo dove ha vissuto Mario Praz (1896-1982), appassionato conoscitore e studioso della lingua e letteratura inglese, professore universitario in Italia e in Gran Bretagna, ma anche fine e ossessivo collezionista di mobili, dipinti e arredi vari creati da artisti e artigiani fra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Potrete entrare solo accompagnati nella casa di Praz, con una visita che, vista l’ora, vi vedrà probabilmente come unico partecipante. Tutto sarà ovattato e suntuoso e questo vi potrà mettere in soggezione mentre muovete i vostri primi passi nell'ingresso ricolmo di quadri e mobili, che sembreranno contendersi i vostri occhi a colpi di opulenza. Ma non lasciatevi scoraggiare e proseguite, la vostra guida vi starà raccontando qualcosa della vita di Praz e della casa dove vi trovate. Chiedete, avrà piacere a rispondere, descrivendovi la provenienza di ogni piccolo o immenso oggetto che lo studioso ha disseminato nella sua casa, alla continua ricerca della connessione fra oggetti e dipinti, arredi e tessuti, intarsi e scrivanie, come se la perfezione, che evidentemente premeva la sua mente, non potesse mai essere raggiunta e ciononostante bisognasse provare e riprovare e aggiungere e contaminare.
Alla fine della visita, non ricorderete più perché vi eravate sentiti tanto male in una domenica mattina che si avvierà alla fine, in un affascinante silenzio.


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