domenica 15 febbraio 2015

Le migliori librerie di Roma – parte quarta: Anglo American Book Co

Il nostro viaggio fra le migliori librerie di Roma riprende con la Anglo American Book Co, che nasce dall’idea di due librai (Arminio Lucchesi e Dino Donati), che nel 1953 decidono, con l’aiuto di un ammiraglio americano, di dar vita a una libreria specializzata in testi in lingua inglese.

È una decisione rischiosa, che precorre di circa un ventennio l’affermazione dell’inglese come lingua universale nel continente europeo, eppure i primi segnali erano già nell’aria.
Il 1953 è anche l’anno di Vacanze Romane, il film di William Wyler, interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn che visitano la città eterna “a bordo” del primo modello della storica vespa. L’anno in cui Roma affolla gli schermi statunitensi, iniziando a richiamare a sé una moltitudine di turisti a stelle e strisce, turisti che cercano testi in inglese sulla città eterna, ma anche studiosi, ricercatori, romanzieri.

Roma divenne rapidamente cool e chi ha saputo interpretare questa tendenza è chi ancora oggi, a distanza di sessant’anni, garantisce ai suoi lettori un’offerta di titoli esclusivamente in lingua inglese, che per qualità e scelta (oltre 45.000 volumi) stupisce gli stessi visitatori stranieri.

Anglo American Book Co
Ad accoglierli nella storica sede di via della Vite (a pochi passi da Piazza di Spagna) c’è Cristina Donati, seconda generazione di librai, che fra le pareti dell’Anglo American Book Co ci è nata. Cristina ha iniziato a frequentare la libreria fin da bambina, quando si circondava di pile di volumi e giocava alla libraia, consigliando a clienti immaginari il volume che proprio dovevano leggere. «Sono rimasta intrappolata dal rituale del libro. – ci racconta Cristina - Dall'attesa di un titolo ordinato, al suo arrivo in libreria, fino al momento in cui è possibile toccarlo, sfogliarlo, pensare a chi potrebbe leggerlo. Sensazioni che non si provano quando clicchiamo su uno schermo e ordiniamo un testo.»

Ma chi compra un testo in inglese in Italia, unendo alla difficoltà della lettura i costi di spedizione del libro dagli Stati Uniti o dalla Gran Bretagna? Cristina ci dice che, turisti stranieri a parte, i loro lettori sono studenti di scuole inglesi o bilingue, che si affidano alla libreria per i testi scolastici,  ricercatori, che non trovano il volume cui sono interessati tradotto in italiano e amanti della lingua inglese, che preferiscono leggere Jane Austen nella versione originale. Per questo, pur conservando un’ampia sezione dedicato ai saggi e ai testi scolastici, la libreria mantiene un carattere generalista, con una particolare attenzione ai bambini.

«Mi piace osservare i bambini mentre scelgono i libri – gli occhi di Cristina sorridono mentre lo racconta – Sono così liberi e così desiderosi di conoscere. Soprattutto nella fascia d’età 0-7 anni. Poi c’è un buco, un black hole, da cui sembrano riemergere solo le ragazze qualche anno dopo, mentre i maschi scompaiono.»
Dai racconti di Cristina scopriamo che molto dipende anche dai genitori. «Gli americani e gli inglesi lasciano che i loro figli siano liberi nella scelta. Li lasciano vagare fra gli scaffali fino a che non sono attratti da un titolo, allora la madre o il padre si avvicina, ne leggono un pezzetto insieme e poi, se i bambini sono convinti, lo comprano. I genitori italiani invece si mettono subito in contrapposizione con i loro figli. Vogliono essere loro a scegliere e spesso non lasciano che i bimbi si avvicinino con naturalezza e piacere alla lettura. La lettura diventa un obbligo e così perdiamo tanti futuri lettori

Anglo American Book Co

Prima di salutare Cristina, le chiediamo che impatto ha avuto la crisi economica e l’intensificarsi della concorrenza di piattaforme di e-commerce come Amazon su realtà di nicchia come l’ Anglo American Book Co.
«Capita sempre più spesso che un lettore venga a chiederci informazioni su un testo, noi gliele diamo, cercando di capire i suoi bisogni e di guidarlo fra la possente offerta editoriale in lingua inglese (circa mezzo milione di volumi annui [ndr.]), reperendo a nostra volta informazioni nel nostro network internazionale. Poi al momento dell’ordine, la persona controlla sul suo telefonino e ci dice che preferisce andare su Amazon dove il libro costa meno. Per me è molto triste pensare che non abbia percepito il valore del servizio di consulenza che gli ho appena offerto. Fortunatamente c’è ancora chi apprezza la qualità del nostro lavoro, su questi lettori costruiamo il nostro futuro.»


Prima di uscire da Anglo American Book Co ci fermiamo a curiosare fra gli scaffali di narrativa e critica letteraria e da frequentatori di librerie britanniche ci sorprendiamo, come i turisti americani, della ricchezza dell’offerta, che oltre ai testi pubblicati negli ultimi anni, offre anche qualche piacevole sorpresa nel fuori catalogo. Vorremmo tornare immediatamente da Cristina per chiederle una delle sue preziose consulenze, ma davanti a noi si è materializzata una fila di domande e ci viene da sorridere, sperando che, nel nostro viaggio fra le migliori librerie di Roma, questo tipo di attesa continui a manifestarsi.

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