domenica 23 aprile 2017

Succhiare una frase come una caramella, l’intuizione di Bohumil Hrabal



Avete mai provato a succhiare una frase come se fosse una caramella? Ognuno avrà le sue preferite e difficilmente cederà ai gusti altrui. Se siete persone da liquirizia, non sarete amanti del limone, se siete tradizionalisti che succhiano fino all’ultima goccia il ripieno denso delle ‘Rossana’, sarete incapaci di adattarvi a una ‘Dietorella’ dalla consistenza di un grumo di silicone. L’intuizione di Bohumil Hrabal (poeta, romanziere, adoratore di libri ed esperto succhiatore di frasi altrui) è proprio quella di considera una frase al pari di una caramella.



Non va letta, ma succhiata, a lungo, per soppesarne ogni sfumatura e capire se siamo golosi di Schiller o Goethe, infastidendoci per la durata eccessiva del retrogusto delle frasi di Kant o per la gommosità nascosta dentro un avverbio usato da Nietzsche. È quello che fa Hanta, protagonista del poema in prosa di Hrabal dal titolo Una solitudine troppo rumorosa (edito in Italia da Einaudi), che, nel ventre di un vecchio palazzo di Praga, lavora alla distruzione di migliaia di libri destinati al macero, ma prima di darli in pasto alla sua fidata pressa, ne assapora ogni sfumatura di gusto, scegliendone alcuni da salvare, poiché in essi si nascondono le sue frasi preferite. Hanta allora ha due opzioni: rubare i libri o nasconderli intatti al centro di uno dei suoi cubi di carta macerata, così da mantenere l’illusione della distruzione.

Entrambi i metodi nascondono delle insidie.



La casa di Hanta è diventata una trappola mortale: «Ogni giorno a sera mi porto a casa nella borsa i libri e la mia casa al secondo piano di Holesovice è colma di libri e solo di libri, piena la cantina e la soffitta non è bastata, la mia cucina è piena, la dispensa e il gabinetto pure, solo i passaggi per le finestre e i fornelli sono liberi, in gabinetto c’è solo quello spazio sufficiente per potermi sedere, sopra il vaso del water, all’altezza di un metro e cinquanta, già ci sono le travi e le tavole e sopra fino al soffitto si ergono libri, cinque quintali di libri».

I suoi cubi di carta compressa preservano alcuni libri dalla distruzione, ma la possibilità che qualcuno scopra che al loro interno c’è una caramella tutta da succhiare è davvero minima, sebbene Hanta non manchi in creatività, decorando i lati dei cubi di carta da macero con ritratti di Rembrandt.




Quello di cui è sicuro il protagonista di questo piccolo gioiello letterario è che non può fare a meno di succhiare, costringendo anche il lettore a cercare nuovi gusti in nuove frasi, come se fosse dipendente dal pensiero acuminato. Risposte il protagonista della raccolta di frasi di Bohumil Hrabal non ne offre, ma se, come me, siete amanti del gusto dolce e piccante di una domanda forgiata con cura, Una solitudine troppo rumorosa non vi deluderà.

Scoprirete che gli uomini sono come olive, che balene e libri hanno una cosa in comune, che un topo che rosicchia un libro non è sempre un male e che è possibile amare un oggetto fino in fondo solo quando è stato distrutto.

E allora leggete e siate golosi. Di caramelle e di frasi. Provate e riprovate gusti, marche, dimensioni e forme inconsuete, l’unica cosa che le calorie che assorbirete faranno crescere sarà il vostro cervello. In più gli involucri delle frasi da succhiare (i libri) sono di carta e non di plastica, come quelli delle caramelle, così ingolosirete la mente senza inquinare.



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