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Il regno della Fedeltà di Marco Missiroli

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Un lettore sa che i déjà-vu (pardon déjà-lu) è merce comune in un romanzo, gli scrittori sono prima di tutto dei lettori, ne va della qualità delle loro storie, è quindi normale che in esse il lettore più onnivoro ritrovi situazioni e dinamiche già incontrate. Il valore del romanzo sta nel ‘come’ queste storie verranno narrate, da quale punto di vista e con che stile.  Questa regola non trova un’eccezione del romanzo di Marco Missiroli  Fedeltà  (edito a febbraio da Einaudi). Sebbene supportato da un interessante incipit corale, grazie al quale il lettore sorvola, come un drone di cui non ha il controllo, alcune delle storie e gli interrogativi in cui l’autore lo farà entrare nel corso della narrazione secondo una struttura da lui blindata, la trama scivola rapidamente in una serie di dinamiche marito-moglie-amante che abbiamo incontrato decine di volte nella nostra storia di lettori.  Non ci sono sorprese in questo romanzo, colpi di scena, ribaltamenti...

Eleanor Oliphant sta benissimo, siamo noi a non poter più vivere senza di lei

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Un libro da non finire mai. È questa la sensazione che pervade il lettore alle prese con  Eleanor Oliphant sta benissimo  di Gail Honeyman (edizioni Garzanti – traduzione di Stefano Beretta). Il romanzo è stato il caso letterario del 2018 nel mondo anglosassone e fa da coronamento a un ciclo di  romanzi ‘up-lit’  che si sono incamminati verso il successo di vendite e di critica fra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Per una volta, l’autrice non è l’ennesima ventenne che non aveva mai scritto in vita sua e alla sua prima prova letteraria produce un ‘capolavoro’, ma una matura signora scozzese, che ha lavorato con tenacia (e per decenni) all’idea e alla realizzazione di questo romanzo. La protagonista (Eleanor) è una trentenne che vive in totale solitudine a Glasgow (città della Honeyman), osservando le persone che la circondano con biasimo misto a stupore per la loro necessità di avere scambi periodici e insulsi con altri esseri umani, scambi di cui Eleano...

Romeo & Juliet are NOT dead

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C'è una compagnia teatrale radicata nel nord della Scozia, in un luogo dagli spazi taglienti e dalle luci infinite, dove l'aurora boreale è di casa e il vento decide ogni mattina.  È una compagnia che sperimenta a tal punto da pensare che l'ego di un attore venga dopo il lavoro e l'impegno, dopo le rinunce e le scoperte, persino dopo le esigenze altrui. Se sarete abbastanza curiosi da arrivare al quinto rigo di questo post, potrete cliccare su  questo link   e scoprire cosa fa la  Charioteer Theatre Company   da poco approdata al Teatro Piccolo di Milano con uno spettacolo scritto dalla sua fondatrice, Laura Pasetti, dieci anni fa, proprio su richiesta del Piccolo, per reinterpretare l'opera di Shakespeare per un pubblico di ragazzi del XXI secolo.  I tentativi di rileggere l'opera del bardo in chiave moderna si sono moltiplicati, nei secoli che hanno seguito la sua morte, come una colonia di batteri in una giornata tiepida. I risultati sia ...

Il sapore del mondo di Fabio Stassi

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Leggere i libri di Fabio Stassi, soprattutto quelli che mettono in relazione la sua passione letteraria alla sua erudizione, è un piacere che tutti dovrebbero provare una volta nella vita . Nella scelta minuziosa degli aggettivi e immaginifica delle metafore, si fa strada il piacere di uno scrittore che si sente in prima battuta un lettore e da questo punto vista racconta storie fatte su misura per gli adepti della religione del romanzo.  Con questo nuovo libro,  Con in bocca il sapore del mondo  (pubblicato da minimum fax nella collana Nichel)  Fabio Stassi non tradisce le aspettative . Il libro, nato da una trasmissione televisiva del 2018 dal titolo quanto mai evocativo ( L’attimo fuggente ), mette in scena una serie di monologhi di poeti del Novecento italiano che Stassi immagina mentre si raccontano in prima persona al lettore come se fossero parte di un mondo fantastico con regole astruse, così vicino eppure distante anni luce dal nostro, quasi fosse s...

Bennett e la necessità di essere come gli altri

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“ L’obbligo di allietare il nostro prossimo è sempre in agguato ”. È intorno a questa riflessione che si muove il romanzo autobiografico di Alan Bennett Una vita come le altre (Adelphi – traduzione di Mariagrazia Gini), in cui lo scrittore, attore e drammaturgo inglese, famoso per i suoi testi teatrali, trasformati spesso in film ( La pazzia di Re Giorgio ) o in acclamati successi nel West end e a Broadway (pensiamo per esempio a The history boys che gli fece vincere Tony e Lawrence Olivier awards), mette a nudo il rapporto che lo legava ai suoi genitori. Violinista costretto a fare il macellaio per mantenere la famiglia e casalinga affetta da depressione cronica, i genitori di Alan Bennett sembrano vivere nella costante ricerca di una versione di sé che possa soddisfare gli altri. Convinti che intorno a loro ci sia una maggioranza di famiglie capaci di parlare fra loro, ascoltarsi, condividere momenti di divertimento e di vita sociale cui loro non riescono ad attingere, i...

Fedeli allo scrittore o a ciò che ha scritto?

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Quanto è importante tener fede a una promessa fatta all'amico di una vita? Prima di rispondere, provate a immaginare che il vostro amico sia Franz Kafka e che nel suo testamento vi chieda di distruggere tutte le sue opere , privando così il mondo di quelle che voi (e solo voi) siete certo siano storie che devono essere raccontate. Cosa fareste?   Franz Kafka con Felice Bauer Max Brod, amico di Kafka da quando le loro anime entrarono in collisione all'università Carolina di Praga (la stessa dove hanno studiato Rilke e Kundera), si trovò nella terribile situazione di scegliere se rispettare il volere di un amico o di tradirlo , pur di far arrivare ai posteri opere come Il processo o La metamorfosi . Sappiamo quale fu la sua scelta e gli siamo grati per essere stato fedeler alle storie più che al loro creatore. Quello che forse non sappiamo è che Brod, costretto a lasciare Praga nel 1939 prima dell'arrivo dei nazisti, si rifugiò a Tel Aviv, dove ...

Route 2018

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L'ultimo post dell'anno. Momento di bilanci. Le storie che abbiamo condiviso sono diventate il codice morse, la linea intermittente che ci ha guidato fra le nebbie della tortuosa (almeno per me) route 2018. Alcune curve ci hanno portato fuori strada e altre ci hanno fatto scoprire inattese delizie per il nostro palato mentale.  Mi fa piacere ripercorrerne alcune insieme: gennaio : Il giovane robot di Sakumoto Yosuke, storia di Tezaki Rei e della  sua abilità di funambolo delle emozioni, pronto ad esplorare mondi paralleli che solo lui può vedere, pur di non avere contatti con gli 'umani'. Innovativo. febbraio :   Il fosso  di Herman Koch, corsa sulle montagne russe dei ricordi dall'autore de La cena che  ci offre uno spaccato del mondo politico tristemente attuale. Profetico. marzo : Danze di guerra di Sherman Alexie,  raccolta di poesie, riflessioni e racconti, con la quale  l'autore   ci fa entrare nel suo mondo ...